
Settembre non è mai un mese banale nei mercati all’ingrosso. Ma quest’anno, con un’estate che ha bruciato le produzioni in campo aperto e una domanda che è tornata di botto con il rientro delle scuole, la settimana del 21 settembre presenta un quadro particolarmente netto: i pomodori viaggiano su prezzi record, l’uva riempie i bancali ma cede l’1,7%, e diversi prodotti autunnali sono arrivati con due settimane di anticipo rispetto al 2025. La domanda è tornata a muoversi, e il mercato deve gestire questa doppia pressione.
Vediamo i numeri piazza per piazza, con le etichette di fonte che sapete dove trovare.
Il contesto: un settembre che vale doppio
Con il rientro dalle vacanze e l’inizio delle scuole, la domanda torna a muoversi nei mercati dopo la pausa estiva 🟢. È quello che registra BMTI nel comunicato del 18 settembre: nei mercati è in corso una transizione, la frutta estiva lascia spazio a quella autunnale, mentre gli ortaggi attraversano l’assestamento tipico di metà settembre.
Il caldo record di questa estate lascia però le sue impronte su tutta la filiera. Le temperature molto elevate hanno rallentato o anticipato la conclusione della raccolta di diversi prodotti, riducendo la disponibilità e, in alcuni casi, incidendo sulla qualità 🟡. Il risultato è un mercato con due velocità: chi ha disponibilità abbondante (uva, cipolle, cavoli) scende di prezzo; chi ha sofferto il caldo in campo (pomodori, ortaggi a foglia, finocchi) è in emergenza quotazioni.
Frutta: uva padrona dei bancali, arrivano le mele
L’uva da tavola è ancora la protagonista assoluta di questa settimana. BMTI registra un’offerta ricca con prezzi in calo dell’1,7% rispetto alla settimana precedente 🟢.
Il quadro varietale è chiaro: la Vittoria si avvia alla conclusione della campagna con prezzi tra 1,40 e 1,50 €/kg, lasciando spazio alla varietà Italia che entra sullo stesso livello di prezzo. La Pizzutello, molto richiesta al Centro Italia, si mantiene intorno a 2,00-2,50 €/kg. L’uva senza semi, pur in calo rispetto ai periodi di minore offerta, resta la più apprezzata a 3,00-3,50 €/kg 🟢. Le varietà nere — Palieri e Black Magic — risultano meno richieste e si collocano a 1,40-1,50 €/kg 🟢.
Sul fronte delle mele, è piena stagione per la Royal Gala: prezzi stabili tra 1,30 e 1,50 €/kg, con il prodotto di montagna che guadagna qualche centesimo a seconda della pezzatura 🟢. La Golden nuova è appena entrata sul mercato a 1,70-1,90 €/kg 🟢. È un ingresso importante per chi tratta con la GDO: la Golden è una referenza strutturale nel reparto ortofrutta dei retailer, e la prima settimana di quotazione è quella in cui si impostano i listini autunnali.
Le pere William, ancora disponibili in quantità contenute, viaggiano da 2,50 €/kg per i calibri più grandi fino a 3,50 €/kg 🟢. Le susine tardive — Grossa di Telisio, Stanley, Angeleno e varietà black — segnano un calo del 2,1% e si trovano tra 1,30 e 1,50 €/kg con qualche variazione in base alla presentazione 🟢.
La nota stagionale più interessante arriva dai fichi d’India siciliani: disponibili con una buona varietà di calibri, con i più piccoli tra 1,00 e 1,20 €/kg e il prodotto più grande da 1,30 fino a 2,50 €/kg 🟢. I fichi d’India sono arrivati con due settimane di anticipo rispetto al 2025, effetto diretto del caldo estremo dell’estate 🟢. Entrano anche i bastardoni, con prezzi in linea con i fichi comuni 🟢.
I meloni gialli invernali raccolgono la domanda lasciata libera dai retati ormai esauriti: prezzi convenienti tra 0,60 e 0,80 €/kg 🟢.
Pomodori: la crisi che nessuno ha ancora prezzato fino in fondo
Il capitolo più critico di questa settimana — e probabilmente delle prossime — riguarda i pomodori. Settimana del 14 settembre: il datterino rosso ha sfondato il tetto dei 6,00 €/kg nella maggior parte dei mercati, con il giallo poco al di sotto 🟡. Ma non è il solo problema.
Si registra una forte carenza di pomodoro tondo rosso a grappolo italiano: i prezzi sono esplosi e i mercati sono stati costretti a importare prodotto dalla Turchia, un canale a cui la filiera italiana non aveva mai fatto ricorso in precedenza per questa referenza 🟡. La causa è strutturale: il caldo ha portato a una fine anticipata della produzione in campo aperto, mentre la raccolta siciliana non è ancora entrata a pieno regime 🟡.
Il dato che pesa di più per chi deve trattare un listino è quello del ciliegino: oltre l’80% di rialzo rispetto all’anno scorso 🟡. Quando una referenza standard del reparto ortofrutta GDO cresce dell’80% su base annua, non si parla più di oscillazione stagionale: si parla di un dato strutturale che impatta la marginalità del reparto e che il buyer difficilmente può ignorare.
La produzione del costoluto verde è terminata, mentre il cuore di bue è ancora presente ma con bassi quantitativi e quotazioni in continua salita 🟡. La domanda rimane sostenuta grazie alle giornate ancora calde, ma inizia a risentire del trend verso l’alto.
Questo è il momento in cui ogni fornitore di pomodori deve avere in mano il dato certificato — BMTI, listino CAR, quotazione di Camera di Commercio — prima di sedersi a un tavolo di trattativa. Il buyer che chiede “stabilizzazione del prezzo” su questo prodotto in questo momento sta chiedendo di assorbire una criticità che non dipende dall’efficienza produttiva del fornitore.
Il caldo record di agosto non si legge solo nella spesa dei consumatori. Si legge nei prezzi degli ortaggi a foglia di settembre.
Le indivie — scarola e riccia — hanno registrato un’impennata storica già dai primi giorni del mese: mai raggiunti prezzi così alti soprattutto nei mercati del Centro-Sud Italia 🟡. Il prodotto Extra, più presente al Nord, ha sfiorato i 6,00 €/kg in alcune piazze 🟡. Le alte temperature hanno compromesso le produzioni in pieno campo, penalizzando in particolare questo tipo di ortaggi a foglia 🟡.
Ortaggi: gli effetti ritardati del caldo estremo
I radicchi — sia lungo precoce sia tondo rosso — risentono della situazione della produzione abruzzese: rese fortemente ridotte e tenuta del prodotto compromessa dal clima torrido. Le quotazioni hanno superato i 4,00 €/kg, nonostante la domanda resti debole 🟡. La raccolta invernale veneta non è ancora iniziata.
I finocchi presentano un forte aumento di prezzo legato ai problemi della produzione del Fucino, compromessa dalle alte temperature: scarsità di prodotto di buona qualità mentre si attendono le nuove produzioni invernali 🟡. Sul mercato di Roma l’aumento è più contenuto grazie alla vicinanza con l’area produttiva e a una domanda più debole 🟡.
I fagiolini hanno visto la raccolta fortemente rallentata, con conseguente riduzione dell’offerta e ricorso all’importazione da Spagna e Germania 🟡. Scarsa presenza del fagiolino piatto verde italiano, con attesa della nuova produzione marocchina 🟡.
In controtendenza ci sono voci positive. Le melanzane hanno chiuso un’ottima stagione con prezzi non eccessivamente alti e domanda consistente. Con l’avvicinarsi della fine del ciclo in piena aria e l’avvio della produzione siciliana in serra, i prezzi iniziano a salire: 1,70-1,80 €/kg secondo BMTI 🟢, in rialzo ma ancora su livelli gestibili.
Le cipolle italiane dominano il mercato. Le dorate si trovano a 0,65-0,75 €/kg, le rosse e bianche intorno a 1,00 €/kg, mentre la cipolla di Tropea si attesta a 2,00-2,20 €/kg in fase di chiusura campagna 🟢. I cavoli cappucci sono disponibili a prezzi accessibili, mediamente tra 0,80 e 1,00 €/kg 🟢. Il sedano si mantiene stabile intorno a 1,90 €/kg 🟢. I friggitelli tengono ancora con buona domanda a 2,00-2,50 €/kg, anche se la stagione si avvia alla conclusione 🟢.
Zucchine e cetrioli sono invece in leggera flessione: qualità in calo e domanda meno sostenuta favoriscono una discesa nelle quotazioni, in questa fase di transizione verso la produzione in serra 🟡.
Cosa leggono i buyer quando guardano questi dati
Il cambio di stagione porta con sé una dinamica che chi gestisce un listino in trattativa con la GDO deve conoscere bene. A settembre, la domanda torna ma l’offerta è disomogenea: prodotti estivi in chiusura (uva, melanzane, friggitelli), prodotti autunnali appena entrati (mele, pere, fichi d’India) e prodotti in emergenza (pomodori, indivie, radicchio, fagiolini).
Tre considerazioni operative per questa settimana.
Prima. L’uva è in calo ma non è in crisi: l’offerta è ricca, la domanda è tornata a muoversi. Chi ha contratti di fornitura con volumi impostati sull’estate deve verificare se le condizioni di prezzo reggono questo momento di piena disponibilità. La forbice dell’1,7% settimanale è piccola, ma la direzione è chiara.
Seconda. Il dato sul pomodoro è un argomento a doppio taglio. Il fornitore che riesce a documentare la crisi produttiva — con listini ufficiali datati e rilevazioni BMTI — ha in mano uno strumento per resistere alle richieste di riduzione o blocco del prezzo. Il buyer che cita una media di mercato senza specificare la data e la piazza sta usando un argomento debole in questo momento specifico.
Terza. L’ingresso delle mele è la finestra più importante delle prossime due settimane. La Golden nuova a 1,70-1,90 €/kg è un prezzo di avvio campagna: storicamente tende a flettere di qualche centesimo nelle prime settimane di commercializzazione, prima di stabilizzarsi 🟠. Chi impostasse contratti annuali sulla prima quotazione avrebbe un punto di partenza più conveniente rispetto a chi aspetta.
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Fonti
- Uva protagonista a prezzi in discesa, pesce spada giù del 4,5% — BMTI e Italmercati, 18 settembre 2026 🟢
- Al via la stagione delle mazzancolle, in calo del 10,8% rispetto ad un anno fa — BMTI, 11 settembre 2026 🟢
- Andamento prezzi ortofrutta in Italia al 14 settembre 2026 — Fresh Point Magazine / BMTI e Italmercati 🟡
Le etichette 🟢 PRIMARIA / 🟡 SECONDARIA / 🟠 DEDOTTO indicano il grado di verificabilità di ciascun dato secondo lo standard fonti FreshLogic. La verifica documentale resta responsabilità di chi utilizza il dato in trattativa.
FAQ
Il caldo estremo ha anticipato la conclusione della produzione in campo aperto, mentre la raccolta siciliana non è ancora entrata a pieno regime. Il risultato è una forte carenza di prodotto italiano: rialzo dell’80% sul ciliegino su base annua e importazioni di pomodoro da grappolo dalla Turchia, canale inedito per questa referenza
L’offerta è ricca e i prezzi sono in calo dell’1,7% rispetto alla settimana precedente. La Vittoria si avvia alla conclusione, la varietà Italia entra sugli stessi prezzi (1,40-1,50 €/kg), e la Senza Semi resta la più apprezzata a 3,00-3,50 €/kg. Agosto e settembre rappresentano il picco della domanda: il momento migliore per acquistare.
Le alte temperature di agosto hanno compromesso le produzioni in pieno campo. Il prodotto Extra ha sfiorato i 6,00 €/kg al Nord 🟡. Prezzi storicamente mai raggiunti in questo periodo al Centro-Sud. La situazione si normalizzerà con l’avanzare della stagione e l’ingresso delle produzioni autunnali.
Sì. BMTI registra un anticipo di due settimane rispetto al 2025, legato al caldo estremo che ha accelerato la maturazione 🟢. Prezzi accessibili per il prodotto piccolo (1,00-1,20 €/kg), con il calibro grande che raggiunge anche 2,50 €/kg.
Piena stagione per la Royal Gala (1,30-1,50 €/kg); la Golden nuova è appena entrata a 1,70-1,90 €/kg 🟢. Nelle prossime settimane si prevede un leggero assestamento verso il basso prima della stabilizzazione autunnale 🟠.

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