Un mercato ortofrutticolo all'ingrosso con banchi espositivi di frutta e verdura fresca e clienti tra le corsie.

Il radicchio tondo esplode con un rialzo del 180% su settembre 2025. I datterini superano i 6 euro al chilo. Le lattughe invertono la rotta e iniziano a calare grazie al prodotto campano. L’uva da tavola raggiunge il picco produttivo con prezzi in discesa. I cavolfiori segnano l’ingresso dell’autunno in banchina.

L’autunno bussa alla banchina ma il caldo non molla

Tre di notte. Apri la cella e trovi due stagioni sovrapposte. Da un lato i pomodori estivi che costano come gioielli. Dall’altro i primi cavolfiori che chiedono spazio nei banchi.

La rilevazione BMTI al 21 settembre fotografa un mercato in piena transizione. L’autunno inizia a spostare la domanda verso i prodotti da cottura. Tuttavia, le temperature ancora elevate continuano a danneggiare le produzioni in campo.

Il dato più esplosivo della settimana arriva dal radicchio. Il tondo rosso ha superato i 4 euro al chilo. L’incremento rispetto a settembre dello scorso anno sfiora il 180%. Per il tuo magazzino, questa settimana porta un cambio di scenario su almeno tre prodotti chiave.

Radicchio: il rialzo che nessuno si aspettava

Il radicchio è il protagonista negativo della settimana per chi deve acquistare. Le quotazioni del tondo rosso superano i 4 euro al chilo in diverse piazze. L’aumento rispetto a settembre 2025 sfiora il 180%.

La causa è il caldo estremo dell’estate. Il radicchio è un ortaggio estremamente sensibile alle alte temperature. Il prodotto in campo ha subito danni gravi sia prima sia dopo la raccolta. Di conseguenza, i volumi disponibili sono crollati.

Il rialzo colpisce sia la varietà tonda rossa sia la lunga precoce. A Roma la situazione è particolarmente critica nonostante la vicinanza con la zona di produzione del Fucino.

Per il tuo magazzino, il consiglio è chiaro. Attendi l’inizio della produzione autunnale veneta. L’aumento dell’offerta dal Veneto porterà un calo delle quotazioni. Nel frattempo, verifica i contratti in essere con la GDO su questa referenza.

Pomodori: i datterini sfondano il muro dei 6 euro

I pomodori non si fermano. L’estate torrida ha decimato la produzione. La domanda resta forte perché il caldo favorisce ancora il consumo da crudo.

Il dato della settimana conferma e peggiora quello dell’Art.431. I datterini superano i 6 euro al chilo in modo stabile. I ciliegini sfiorano i 5 euro. Il cuore di bue continua a salire.

Unico segnale di contenimento arriva dal grappolo olandese. Le quotazioni scendono leggermente per l’ingresso di prodotto albanese e turco a prezzi più competitivi.

Per i pomodori lisci verdi la situazione è critica soprattutto a Roma e Padova. La scarsità di prodotto tiene i prezzi su livelli molto alti. Il costoluto verde sta uscendo dal mercato.

Lattughe: finalmente il cambio di tendenza

Dopo settimane ai massimi storici, le lattughe invertono la rotta. I prezzi iniziano a calare.

Il merito va al prodotto campano. L’apporto di merce dalla Campania dona ossigeno alle vendite, soprattutto nel mercato di Roma. Anche l’Iceberg olandese scende in modo importante grazie all’ingresso del prodotto tedesco.

Tuttavia, le quotazioni restano molto alte per il periodo. Le criticità produttive persistono a causa delle temperature ancora elevate. Il calo è un primo segnale, non ancora una normalizzazione.

Per il tuo magazzino, questo è il momento di rinegoziare i contratti sulla lattuga. Il trend è in discesa ma i prezzi restano sopra la media stagionale.

Uva da tavola: il picco produttivo abbassa i prezzi

L’uva da tavola raggiunge il picco di produzione. La disponibilità aumenta in modo deciso sia dalla Sicilia sia dalla Puglia, con il prodotto pugliese di qualità migliore.

La varietà estiva Vittoria sta uscendo dal mercato. Aumenta la presenza di Italia, Pizzutello e della nera Palieri. Con l’offerta che cresce e più varietà disponibili, i prezzi scendono.

Il dato commerciale rilevante: anche le uve senza semi calano. Le quotazioni più convenienti delle varietà tradizionali spingono al ribasso l’intero comparto.

Nonostante il calo, la domanda resta consistente. L’uva è un frutto tipicamente richiesto con l’arrivo dell’autunno. Per il tuo magazzino, la qualità alta e la domanda forte rendono questo il momento giusto per spingere le vendite.

Cavolfiori: l’autunno entra nei banchi

I cavolfiori segnano l’ingresso ufficiale dell’autunno nel reparto ortofrutta. La domanda si sta spostando verso i prodotti da cottura. Le quotazioni aumentano.

La qualità risente ancora delle temperature elevate. Per contenere la salita dei prezzi è entrato nei mercati il prodotto tedesco a quotazioni più competitive.

Il Romanesco sta per arrivare. Tuttavia, questa varietà ha bisogno di temperature più miti per la maturazione ottimale. Di conseguenza, l’offerta resta limitata nelle prossime settimane.

Melanzane: fine stagione in vista

Le melanzane registrano un calo dell’offerta con prezzi in aumento nella maggior parte delle piazze. La stagione del pieno campo sta per terminare. La produzione siciliana in serra prenderà il posto gradualmente.

La qualità risente delle alte temperature persistenti. Per il tuo magazzino, le prossime settimane saranno un momento di transizione: il prodotto in campo esce, la serra entra. I prezzi resteranno sostenuti durante il passaggio.

Mele: la nuova raccolta italiana è partita

Le mele mantengono quotazioni stabili. La nuova raccolta italiana è avviata sia in pianura sia in montagna. Entrano le Golden Delicious a prezzi leggermente superiori allo scorso anno. La Royal Gala riparte con quotazioni in linea. Prime partite anche di Stark Delicious.

Le ultime Fuji escono dal mercato. La domanda resta contenuta perché il consumatore è ancora orientato verso i frutti estivi. Con l’avanzare dell’autunno, la situazione cambierà.

Zucchine e peperoni: il calo continua

Le zucchine proseguono la discesa. La qualità non è eccellente per il caldo. Prime partite di prodotto siciliano in serra. I prezzi stanno raggiungendo livelli normali per il periodo.

I peperoni italiani restano stabili. Scendono invece le quotazioni del peperone quadrato olandese e polacco. L’ingresso del prodotto estero a prezzi più bassi sta riequilibrando il mercato.

Previsioni per la settimana 28 settembre – 3 ottobre

L’autunno accelera. La domanda di prodotti da cottura crescerà. I cavolfiori saliranno ancora. Il radicchio resterà critico fino all’arrivo della produzione veneta. I pomodori non scenderanno finché il caldo persiste.

Le lattughe continueranno a calare ma lentamente. L’uva da tavola resterà abbondante con prezzi in discesa. Le mele guadagneranno spazio man mano che il consumatore abbandona i frutti estivi.

Per il tuo magazzino, la priorità è gestire la transizione tra due stagioni. Monitora i listini di radicchio e datterini. Sfrutta il calo dell’uva per spingere i volumi. Prepara gli spazi per i prodotti autunnali.

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Fonti

FreshLogic — Prezzi Ortofrutta 14 Settembre 2026: lattughe ai massimi storici e datterino vicino ai 6 euro

FreshLogic — Bilancia commerciale ortofrutta Italia H1 2026: export, import e dati Fruitimprese

FreshLogic — Dalla vendita a peso al valore di marca: cosa insegna Pink Lady al fornitore

FreshPoint Magazine / BMTI-Italmercati — Andamento prezzi ortofrutta in Italia al 21 settembre 2026: https://www.freshpointmagazine.it/retail-marketing/gdo/andamento-prezzi-ortofrutta-in-italia-al-21-settembre-2026/

Borsa Merci Telematica Italiana — Rilevazione settimanale prezzi ortofrutta all’ingrosso: https://www.bmti.it

FAQ

Perché il radicchio ha raggiunto un rialzo del 180% rispetto allo scorso anno?

Il caldo estremo dell’estate ha danneggiato gravemente le produzioni di radicchio sia in campo sia dopo la raccolta. Il radicchio è un ortaggio estremamente sensibile alle alte temperature. I volumi disponibili sono crollati. Le quotazioni del tondo rosso superano i 4 euro al chilo in diverse piazze. Il miglioramento arriverà solo con la produzione autunnale veneta.

Le lattughe stanno davvero scendendo dopo i massimi storici?

Sì, il cambio di tendenza è iniziato. Il prodotto campano sta dando ossigeno al mercato. L’Iceberg olandese scende grazie all’ingresso del prodotto tedesco. Tuttavia, i prezzi restano molto alti per il periodo. Le criticità produttive persistono a causa delle temperature ancora elevate. Il calo è un primo segnale, non una normalizzazione.

I datterini resteranno sopra i 6 euro al chilo?

Il rialzo dei datterini è strutturale. L’estate torrida ha decimato la produzione. La domanda resta forte perché il caldo favorisce il consumo da crudo. Finché le temperature non scendono stabilmente, i prezzi resteranno su questi livelli. Anche i ciliegini sfiorano i 5 euro al chilo.

L’uva da tavola conviene ancora per il magazzino nonostante il calo dei prezzi?

Sì. Il picco produttivo ha abbassato le quotazioni ma la domanda resta consistente. La qualità è alta, soprattutto per il prodotto pugliese. L’uva è un frutto tipicamente richiesto in autunno. Per il tuo magazzino, il momento è giusto per spingere i volumi di vendita. I margini si recuperano sulla rotazione, non sul prezzo unitario.


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