
Le lattughe raggiungono quotazioni storicamente elevate per il caldo estremo di luglio-agosto che ha ridotto la disponibilità. Il datterino sfiora i 6 euro al chilo. Irrompono i peperoni polacchi come calmieratore. La IV gamma perde fino al 40% di materia prima. Le mele iniziano la transizione con le prime Granny Smith.
Settembre rovente sui mercati all’ingrosso
Le tre di notte. Il magazzino apre e il telefono squilla già. Il buyer vuole sapere perché la lattuga Gentile costa il doppio di agosto.
La seconda settimana piena di settembre conferma un quadro di tensione generalizzata sugli ortaggi. Il caldo estremo che ha colpito l’Italia tra luglio e agosto non ha smesso di produrre effetti. Le temperature elevate continuano a rovinare il prodotto in campo. Le nuove produzioni ritardano. Di conseguenza, la disponibilità resta compressa proprio nel momento in cui la domanda urbana si consolida.
Per chi gestisce un magazzino ortofrutticolo, questa settimana porta una novità importante. Le lattughe hanno preso il posto delle zucchine come prodotto più critico per la gestione del margine. Il rialzo è talmente marcato da posizionare le quotazioni su livelli che non si vedevano da anni.
Lattughe: quotazioni su livelli storicamente elevati
La rilevazione BMTI al 7 settembre segnala un fenomeno senza precedenti recenti sulle lattughe italiane. Il caldo estremo tra luglio e agosto ha ridotto fortemente la disponibilità a settembre. Le quotazioni hanno raggiunto livelli storicamente elevati su tutte le piazze.
Il dato più preoccupante per la tua banchina è la previsione. Non si prevede un calo nei prossimi giorni. Le altissime temperature continuano a rovinare il prodotto in campo e a ritardare le nuove produzioni. Tra le varie tipologie, la Gentile registra l’aumento più consistente a causa della scarsa disponibilità.
Nel mercato di Roma la situazione è particolarmente critica. La forte spinta al rialzo dei prezzi colpisce anche la varietà Romana. Questa lattuga è molto richiesta nella capitale. Eppure, nonostante la vicinanza delle zone di produzione laziale e abruzzese, i volumi non bastano a contenere i prezzi.
Per il tuo magazzino, il consiglio operativo è chiaro. Se lavori con la IV gamma o con le mense, verifica immediatamente i contratti a prezzo fisso sulla lattuga. Il margine si sta comprimendo a una velocità che non consente ritardi nella rinegoziazione.
Pomodori: il datterino sfiora i 6 euro al chilo
Il rialzo dei pomodori prosegue con un’accelerazione marcata. Il clima torrido sta portando a una riduzione dell’offerta. La produzione si avvia verso la conclusione estiva.
Il dato esplosivo di questa settimana è il prezzo del datterino. Ha sfiorato i 6 euro al chilo in diverse piazze. Salgono le quotazioni di tutte le varietà rosse: il ciliegino e il piccadilly seguono la stessa tendenza. Tra le varietà verdi, il Cuore di Bue supera i 4 euro al chilo in alcune piazze. La domanda si mantiene alta perché le temperature elevate incentivano il consumo di ortaggi da crudo.
Per il tuo magazzino, il dato critico è la forbice tra costo di acquisto e prezzo di listino verso la GDO. Se il datterino costa quasi 6 euro all’ingrosso, il margine di ricarico su una vaschetta da scaffale diventa insostenibile senza rinegoziare.
Peperoni: il prodotto polacco irrompe come calmieratore
I peperoni italiani mostrano un trend rialzista spinto dal rincaro del prodotto olandese. Anche per questo ortaggio il perdurare delle alte temperature sta incidendo negativamente nelle diverse regioni di produzione. I prezzi restano superiori a quelli dello scorso anno.
Settembre rappresenta un periodo di transizione tra il raccolto in pieno campo e l’inizio delle produzioni in serra. Questo passaggio potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta nelle prossime settimane.
Il dato nuovo di questa settimana è l’ingresso del prodotto polacco in diversi mercati. Le quotazioni polacche sono più competitive rispetto al prodotto italiano e soprattutto a quello olandese. Questo ingresso sta cercando di calmierare i prezzi.
Per il tuo magazzino, il peperone polacco può rappresentare un’alternativa di approvvigionamento. Tuttavia, verifica attentamente la conformità delle etichette di origine prima di inserirlo nelle forniture GDO.
Angurie: ultimi rialzi prima della chiusura di campagna
Le angurie registrano un ulteriore aumento delle quotazioni. La produzione si sta avviando verso la conclusione con un conseguente calo della disponibilità.
Il quadro è complicato da due fattori convergenti. Le alte temperature hanno rovinato molto prodotto nelle zone del Centro-Sud. Le forti precipitazioni del Nord hanno aggiunto ulteriori danni. La domanda resta trainata dal perdurare del caldo.
Nel mercato di Roma si evidenzia un forte aumento rispetto allo scorso anno per il prodotto in bins. Per il tuo magazzino, le ultime partite della stagione valgono più del previsto. Se hai scorte in cella, il valore di mercato resta elevato.
Meloni: fine stagione con prezzi in salita
Anche per i meloni la produzione volge al termine. I prezzi salgono per il calo dell’offerta combinato con una domanda ancora sostenuta dalle temperature. La disponibilità sta calando perché il clima sta rovinando il prodotto in campo.
Il mercato di Roma registra un aumento particolarmente deciso. Gli altri mercati restano più stabili in questo avvio di settimana.
Mele: la transizione autunnale parte con Royal Gala e Granny Smith
Le mele mantengono quotazioni perlopiù stabili. Aumenta la disponibilità delle nuove produzioni italiane. La Royal Gala è presente sia di pianura che di montagna. La novità di stagione è l’ingresso delle prime Granny Smith con prezzi in linea con il periodo.
La domanda non è esaltante. Il consumatore è ancora orientato verso i frutti estivi. Con il rientro pieno e l’arrivo dell’autunno, la domanda di mele è destinata a crescere. Per il tuo magazzino, è il momento di posizionare gli ordini sulle varietà autunnali.
Fichi d’India e susine: stabilità confermata
I fichi d’India mantengono quotazioni stabili dopo il calo di agosto. La raccolta in Sicilia è iniziata in anticipo grazie al clima caldo. L’equilibrio tra domanda regolare e offerta ha stabilizzato i prezzi.
Le susine confermano quotazioni medie. Entrano nel mercato le varietà tardive come la Grossa di Felicio che affianca le Stanley. L’equilibrio tra domanda e offerta resta buono.
IV gamma in crisi: perdite fino al 40% di materia prima
Il dato strutturale che pesa su questa seconda settimana di settembre arriva dalla IV gamma. Confagricoltura segnala che il caldo ha causato perdite fino al 40% della materia prima disponibile per le insalate pronte.
La lattuga ha perso circa il 35% di produzione in Francia. In Italia la situazione non è migliore. La CIA Emilia-Romagna ha stimato i danni dell’estate 2026 in circa 2 miliardi di euro a livello nazionale.
Per chi lavora con la IV gamma, questo significa costi di approvvigionamento in forte crescita e difficoltà a garantire la continuità delle referenze. I contratti a prezzo fisso sottoscritti in primavera sono diventati insostenibili.
Previsioni per la settimana 14-19 settembre
La pressione rialzista sugli ortaggi è destinata a proseguire. Le lattughe resteranno il prodotto più critico. Non si prevedono miglioramenti finché le nuove produzioni non entreranno a regime. I pomodori continueranno a salire. Il caldo favorisce il consumo ma riduce l’offerta.
Il peperone polacco potrebbe contenere parzialmente i rialzi sulla piazza del peperone. Le angurie chiuderanno la stagione con le ultime partite a prezzi elevati. Le mele inizieranno a guadagnare spazio con l’avanzare dell’autunno.
Per il tuo magazzino, la priorità operativa è la verifica dei margini su lattuga e pomodori. Controlla i listini su più piazze prima di ogni acquisto. Aggiorna il prezzo al cliente solo quando i dati lo confermano.
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Fonti
FreshLogic — Prezzi Ortofrutta 7 Settembre 2026: zucchine con asimmetria record e pomodori in rialzo
FreshLogic — Generatori SO₂ uva da tavola: dosaggio, bleaching e tracciabilità con AppSheet
FreshLogic — Calcolo margine tempo reale ingrosso ortofrutta
FreshPoint Magazine / BMTI-Italmercati — Andamento prezzi ortofrutta in Italia al 7 settembre 2026: https://www.freshpointmagazine.it/consumi-e-consumatore/prezzi-ortofrutta/andamento-prezzi-ortofrutta-in-italia-al-7-settembre-2026/
Borsa Merci Telematica Italiana — Rilevazione settimanale prezzi ortofrutta all’ingrosso: https://www.bmti.it
FAQ
Il caldo estremo tra luglio e agosto ha ridotto fortemente la disponibilità di lattuga a settembre. Le temperature continuano a rovinare il prodotto in campo e a ritardare le nuove produzioni. La Gentile registra l’aumento più consistente. A Roma anche la Romana è in forte rialzo nonostante la vicinanza delle zone di produzione. Non si prevede un calo nei prossimi giorni.
Il datterino ha raggiunto quotazioni eccezionali spinto dalla riduzione dell’offerta e dalla domanda sostenuta dal caldo. Per il magazzino, il margine su una vaschetta da scaffale diventa insostenibile senza rinegoziare con la GDO. Anche il Cuore di Bue supera i 4 euro al chilo. In queste condizioni, ogni giorno di ritardo nella revisione del listino costa margine.
Le alte temperature hanno messo in difficoltà la produzione italiana e olandese di peperoni. Il prodotto polacco entra nei mercati con quotazioni più competitive. La sua funzione è di calmieratore: riduce la pressione rialzista sul prezzo finale. Tuttavia, settembre è un periodo di transizione tra pieno campo e serra, e l’offerta potrebbe contrarsi ulteriormente.
Confagricoltura segnala perdite fino al 40% della materia prima disponibile per la IV gamma. Il costo della lattuga per le insalate pronte è in forte crescita. I contratti a prezzo fisso sottoscritti in primavera sono diventati insostenibili. Di conseguenza, è probabile un aumento dei prezzi al dettaglio sulle buste di insalata nelle prossime settimane.
Il rientro dipende dall’ingresso delle nuove produzioni autunnali. Finché le temperature restano elevate, il prodotto in campo continua a rovinarsi. Il miglioramento è atteso solo con un calo termico stabile e l’avvio dei nuovi cicli produttivi. Per il tuo magazzino, monitora quotidianamente i listini e diversifica le fonti di approvvigionamento.
#DalBancaleAlDato

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