Ogni vaschetta, cassa e film plastico a contatto con la frutta deve avere la Dichiarazione di Conformità MOCA. La fattura del fornitore non basta. Il D.Lgs. 29/2017 prevede sanzioni fino a 80.000 euro. Se l’ispettore chiede la DoC e non ce l’hai, il lotto viene bloccato. Una app su AppSheet archivia le DoC e blocca lo scarico se mancano.


Tre di notte. Un camion di vaschette PET arriva dal fornitore di packaging. Il magazziniere controlla il DDT: 50.000 vaschette, modello V-250, lotto 2026-08. Tutto in ordine. Scarica e mette in magazzino.

Due settimane dopo, l’ispettore dei NAS passa per un controllo. Chiede la Dichiarazione di Conformità di quelle vaschette. Il magazziniere cerca nell’archivio. Non c’è. Chiama l’ufficio acquisti. Non l’hanno mai richiesta al fornitore.

La sanzione parte da 10.000 euro. Per ogni lotto senza DoC.

Nota: questo articolo non tratta i PFAS e il PPWR. Quelli li abbiamo già affrontati. Qui parliamo della DoC — il documento che ogni fornitore di imballaggi deve darti e che tu devi avere prima di usare quelle vaschette.

Cos’è la DoC e perché la fattura non basta

La Dichiarazione di Conformità MOCA è il documento che il produttore dell’imballaggio rilascia per certificare che quel materiale è idoneo al contatto con gli alimenti. Lo impone l’Art. 16 del Regolamento CE 1935/2004.

La DoC deve contenere informazioni precise. Il nome e l’indirizzo del produttore. La descrizione del materiale. I limiti di migrazione rispettati. Le condizioni d’uso: temperatura massima, tempo di contatto, tipo di alimento idoneo.

La fattura d’acquisto dice quanto hai pagato. Il DDT dice quante ne hai ricevute. La DoC dice che quelle vaschette non cedono sostanze tossiche alla tua frutta. Sono tre documenti diversi con tre funzioni diverse.

Senza la DoC, non sai se quella vaschetta PET è idonea per le fragole (acide) o solo per le mele (neutre). Non sai se regge la termosaldatura o se rilascia monomeri a caldo. Non sai niente.

Le sanzioni del D.Lgs. 29/2017

Il decreto è chiaro e le sanzioni sono pesanti.

L’Art. 2 punisce la violazione degli obblighi di conformità generale con una sanzione da 10.000 a 80.000 euro. È la sanzione più alta: si applica quando il materiale non è conforme ai requisiti del Reg. 1935/2004.

L’Art. 6 punisce l’omessa o incompleta messa a disposizione della DoC con una sanzione da 10.000 a 60.000 euro. Non hai la DoC? Paghi.

L’Art. 7 punisce l’omessa tracciabilità dei lotti di imballaggio con una sanzione da 5.000 a 50.000 euro. Non sai da dove viene quella vaschetta? Paghi.

Di conseguenza, un magazzino che riceve imballaggi senza DoC e senza registrare i lotti rischia tre contestazioni in un’unica ispezione. Gli importi si sommano.

Il problema reale: nessuno la chiede

Nella pratica quotidiana del magazzino ortofrutticolo il problema è semplice. L’ufficio acquisti ordina le vaschette. Il fornitore le consegna con fattura e DDT. Nessuno chiede la DoC. Nessuno la riceve. Nessuno la archivia.

Quando l’ispettore arriva, il magazzino scopre che avrebbe dovuto averla dal primo giorno. Non è un documento che si produce in emergenza. È un documento che il fornitore deve avere già pronto. Se non ce l’ha, significa che non ha fatto i test di migrazione. E se non ha fatto i test, quelle vaschette non dovevano essere immesse sul mercato.

Il primo passo è inserire nel contratto di fornitura l’obbligo di consegna della DoC con ogni lotto. Il secondo è non scaricare il camion finché la DoC non è disponibile.

Migrazione: cosa può cedere la vaschetta alla frutta

La DoC si basa sui test di migrazione. Sono prove di laboratorio che misurano quante sostanze chimiche passano dal materiale all’alimento in condizioni di temperatura e tempo definite.

Il Regolamento UE 10/2011 fissa i limiti per le plastiche. Il limite di migrazione globale è 10 milligrammi per decimetro quadrato di superficie. Per le sostanze specifiche i limiti variano: ogni monomero, ogni additivo, ogni colorante ha il suo.

Per l’ortofrutta il punto critico è il tipo di alimento. Le fragole, i frutti di bosco e gli agrumi sono acidi. L’avocado è grasso. Le condizioni di migrazione cambiano. Una vaschetta idonea per le mele potrebbe non esserlo per le fragole.

Se il tuo confezionamento prevede la termosaldatura del film, la temperatura sale a 130-150 gradi per un secondo. In quel secondo, la migrazione accelera. La DoC deve coprire anche quella condizione d’uso.

Se stocchi le vaschette confezionate a -20 gradi per il surgelato, il materiale subisce stress meccanico. Anche quello deve essere coperto dalla DoC.

La tracciabilità del lotto: Art. 17 Reg. 1935/2004

L’Art. 17 del Regolamento CE 1935/2004 impone la tracciabilità dei materiali a contatto con gli alimenti. In pratica: devi sapere da chi hai comprato quelle vaschette, quale lotto è, e a quale lotto di frutta le hai abbinate.

Se l’ispettore trova un problema su una vaschetta, deve poter risalire al produttore e al lotto specifico. Se tu non hai registrato quel dato, non può farlo. E la sanzione è tua, non del fornitore.

La tracciabilità si fa associando il codice lotto della vaschetta al codice lotto del prodotto confezionato. Quel dato deve essere recuperabile in qualsiasi momento.

MOCA-DocVault: l’archivio digitale su AppSheet

L’app MOCA-DocVault su AppSheet risolve il problema in tre passaggi.

Il primo: l’anagrafica fornitori. Ogni fornitore di imballaggi ha la sua scheda con i materiali forniti, i codici articolo e le DoC caricate in PDF. L’app controlla la data di validità dei test di migrazione e avvisa 60 giorni prima della scadenza.

Il secondo: il blocco all’accettazione. Quando il camion di vaschette arriva, il magazziniere scansiona il codice lotto. L’app verifica se esiste una DoC valida per quel materiale. Se non esiste, lo scarico si blocca. Il magazziniere deve contattare il fornitore e ottenere la DoC prima di scaricare.

Il terzo: l’incrocio matrice alimento-imballaggio. L’app verifica che il tipo di vaschetta sia idoneo per il tipo di frutta. Se qualcuno tenta di confezionare fragole in una vaschetta certificata solo per frutta neutra, l’app segnala l’incompatibilità.

In caso di ispezione, l’app genera il dossier completo: elenco fornitori, DoC in PDF, tracciabilità lotto per lotto, date di validità dei test. Tutto in un pannello.

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La DoC non è burocrazia

È la prova che la vaschetta che avvolge le tue pesche non sta cedendo sostanze chimiche alla frutta dei tuoi clienti. Se non ce l’hai, non lo sai. E se non lo sai, rischi 80.000 euro e la fiducia della GDO.

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Fonti

FreshLogic — Conformità MOCA PFAS imballaggi ortofrutta e PPWR

FreshLogic — Imballaggi ortofrutta PPWR: regolamento UE 2025/40, PFAS e riciclabilità

FreshLogic — Etichettatura ambientale imballaggi ortofrutta D.Lgs. 116/2020 AppSheet

EUR-Lex — Regolamento CE 1935/2004, materiali e oggetti a contatto con alimenti: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32004R1935

Normattiva — D.Lgs. 10 febbraio 2017, n. 29, sanzioni MOCA: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-02-10;29

EUR-Lex — Regolamento UE 10/2011, MOCA in plastica: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32011R0010

FAQ
Cos’è la Dichiarazione di Conformità MOCA e chi la deve fornire?

È il documento che certifica l’idoneità di un materiale al contatto con gli alimenti. La rilascia il produttore dell’imballaggio sulla base dei test di migrazione. Deve accompagnare ogni lotto di vaschette, casse e film plastici. La fattura e il DDT non la sostituiscono.

Quanto rischio senza la DoC MOCA in magazzino?

L’Art. 6 del D.Lgs. 29/2017 prevede da 10.000 a 60.000 euro per ogni lotto senza DoC. L’Art. 2 arriva a 80.000 euro se il materiale non è conforme. L’Art. 7 aggiunge da 5.000 a 50.000 euro per omessa tracciabilità. Le sanzioni si cumulano.

Tutte le vaschette PET sono uguali per qualsiasi tipo di frutta?

No. I test di migrazione variano in base al tipo di alimento: acido, grasso, neutro. Una vaschetta certificata per frutta neutra potrebbe non essere idonea per fragole o agrumi. La DoC specifica per quali alimenti e condizioni d’uso il materiale è stato testato.

Come si traccia il lotto dell’imballaggio nel magazzino?

Associando il codice lotto della vaschetta al codice lotto del prodotto confezionato. L’Art. 17 del Reg. CE 1935/2004 impone questa tracciabilità. In caso di problema su una vaschetta, l’ispettore deve poter risalire al produttore e al lotto specifico.

Ogni quanto vanno aggiornati i test di migrazione nella DoC?

I test hanno una validità definita dal laboratorio. Di norma ogni 2-3 anni o quando cambia la formulazione del materiale. Se il fornitore modifica la composizione della vaschetta senza aggiornare la DoC, il documento non è più valido e il magazzino è scoperto.


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3 risposte a “Reg. CE 1935/2004 e D.Lgs. 29/2017: MOCA DoC per Vaschette, Casse e Film Plastici con AppSheet”

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