Sono le 3 di mattina. Prima di aprire il magazzino, leggo il comunicato dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. L’AGCM ha avviato un’indagine conoscitiva sulla filiera agroalimentare e sulla GDO. Termine di chiusura: 31 dicembre 2026. Focus specifico: il ruolo della marca del distributore, le condizioni di acquisto dalle catene, il posizionamento di prezzo sui mercati a valle del consumo.

Per la maggior parte dei fornitori ortofrutticoli italiani, questa notizia è passata inosservata tra i comunicati della settimana. Un errore. Un’indagine Antitrust sulla GDO non è un esercizio accademico — è un processo che può portare a interventi regolatori, sanzioni, e soprattutto a una ridefinizione delle regole del gioco nei rapporti tra fornitori e grande distribuzione. Chi conosce il perimetro dell’indagine prima che si concluda ha il tempo di posizionarsi correttamente. Chi lo scopre a indagine chiusa subisce le conseguenze senza aver potuto prepararsi.

Questa guida ti spiega cosa sta esaminando l’AGCM, perché è rilevante per i fornitori ortofrutticoli, cosa dice già la normativa vigente — D.Lgs. 198/2021 e DL 63/2024 — e come usare questo momento per rafforzare la tua posizione contrattuale con la GDO.


Cos’è l’Indagine Conoscitiva e Perché È Stata Aperta

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha deliberato di avviare un’indagine conoscitiva sulla filiera agroalimentare e sulla GDO con particolare riferimento a tre tematiche specifiche.

La prima riguarda il ruolo e l’importanza dei prodotti a marca del distributore — le cosiddette private label o MDD — con attenzione alla loro incidenza sull’assortimento complessivo delle insegne. La seconda riguarda la tipologia e le caratteristiche dei fornitori che producono per la MDD, e le condizioni di acquisto praticate dalle catene nei loro confronti. La terza riguarda il posizionamento di prezzo della MDD sui mercati a valle del consumo — cioè come i prezzi al banco si formano rispetto ai costi di produzione dichiarati.

L’indagine non è casuale. Arriva in un momento in cui la MDD ha raggiunto una quota di mercato del 23,1% nelle insegne GDO e del 30,4% nell’intero perimetro della distribuzione organizzata — con un giro d’affari di 16,5 miliardi di euro nel 2025. Nel biologico la quota MDD sale al 47%. Numeri che l’AGCM evidentemente ritiene meritevoli di approfondimento.

Il termine di chiusura dell’indagine è fissato al 31 dicembre 2026. Questo significa che nei prossimi mesi l’Autorità raccoglierà informazioni, audirà operatori della filiera e produrrà un’analisi che potrà portare a raccomandazioni, segnalazioni al legislatore o — nei casi più gravi — a procedimenti sanzionatori.


Perché È Rilevante per i Fornitori Ortofrutticoli

Il settore ortofrutticolo è uno dei comparti più esposti alle dinamiche che l’AGCM sta esaminando. Tre ragioni concrete.

La MDD Ortofrutta È in Rapida Crescita

La quota della MDD nel comparto fresco — che include l’ortofrutta — è cresciuta di +0,4 punti percentuali nell’ultimo anno rilevato, con dinamiche particolarmente forti nel bio (+47% di incidenza MDD) e nelle commodity come patate e cipolle, dove la MDD raggiunge picchi del 75% sul totale della produzione delle singole referenze. Per un fornitore ortofrutticolo, lavorare con la MDD della GDO significa accettare condizioni contrattuali definite dall’acquirente — condizioni che l’AGCM vuole esaminare nel dettaglio.

Il Rapporto Fornitore-GDO È Strutturalmente Squilibrato

Il D.Lgs. 198/2021 — che recepisce la direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali — è stato costruito proprio per rispondere a questo squilibrio. Ma la normativa funziona solo se i fornitori la conoscono e la usano. L’indagine AGCM parte da una constatazione implicita: nonostante la normativa esista, i comportamenti sleali nella filiera continuano. I dati delle denunce all’ICQRF — l’autorità di vigilanza sul D.Lgs. 198/2021 — suggeriscono che molti fornitori non utilizzano gli strumenti normativi disponibili, per timore di perdere il rapporto commerciale o per mancanza di documentazione adeguata.

La Forbice Prezzi All’Ingrosso/Prezzi al Banco È Sotto Osservazione

Uno dei temi centrali dell’indagine è il posizionamento di prezzo a valle. I dati del primo quadrimestre 2026 mostrano una forbice in allargamento: prezzi all’ingrosso in calo del -7,96% annuo, inflazione al dettaglio sull’ortofrutta a +7%. Chi assorbe la differenza? In larga misura i fornitori, con margini compressi dai costi in aumento — gasolio +45 centesimi, fertilizzanti +75% — e prezzi di vendita alla GDO che non si adeguano. È esattamente questa dinamica che l’AGCM sta cercando di quantificare e documentare.


Cosa Sta Esaminando l’AGCM nel Dettaglio

L’indagine si concentra su quattro aree di analisi che i fornitori ortofrutticoli devono conoscere.

Condizioni contrattuali con i fornitori MDD. L’AGCM vuole capire come vengono strutturati i contratti tra le catene GDO e i fornitori che producono per la marca del distributore. Le domande chiave sono: i prezzi rispettano i costi di produzione dichiarati? Le clausole contrattuali sono equilibrate? I termini di pagamento sono conformi alla normativa? Le modifiche unilaterali delle condizioni sono documentate e giustificate?

Incidenza della MDD sull’assortimento. L’Autorità vuole misurare in che misura la crescita della MDD sta riducendo lo spazio a scaffale per i prodotti a marchio dei fornitori — un fenomeno che limita la capacità dei produttori di costruire un brand proprio e li rende strutturalmente dipendenti dalla GDO come unico canale.

Rapporto tra costi di produzione e prezzi di acquisto. Questo è il punto più direttamente rilevante per i fornitori ortofrutticoli. L’AGCM intende verificare se i prezzi di acquisto praticati dalla GDO rispettano il divieto di acquisto sotto i costi di produzione previsto dal D.Lgs. 198/2021 aggiornato dal DL 63/2024.
Formazione dei prezzi al consumo. L’Autorità vuole capire come i prezzi al banco si formano a partire dai prezzi di acquisto — e in particolare verificare se i margini della distribuzione sono proporzionati rispetto al valore aggiunto effettivamente generato.


La Normativa Vigente: Cosa Già Protegge il Fornitore

Prima di valutare cosa può cambiare dopo l’indagine, è fondamentale conoscere cosa già esiste. Il D.Lgs. 198/2021 — aggiornato dal DL 63/2024 — è lo strumento normativo più rilevante per i fornitori ortofrutticoli nei rapporti con la GDO.

Il Divieto di Acquisto sotto i Costi di Produzione

Il DL 63/2024 ha definito specificamente i “costi medi di produzione” come parametro obbligatorio per la determinazione dei prezzi nei contratti di cessione. Includono materie prime, fattori fissi e variabili, e servizi necessari secondo le tecniche prevalenti nell’area di riferimento. Se il prezzo contrattuale con la GDO è inferiore ai costi di produzione documentati, è una violazione della normativa — non solo un problema commerciale.

I Termini di Pagamento

Per i prodotti deperibili — la quasi totalità dell’ortofrutta fresca — il pagamento deve avvenire entro 30 giorni. Il DL 63/2024 ha esteso questa disciplina anche ai prodotti con shelf-life tra 30 e 60 giorni. Un pagamento oltre i 30 giorni su prodotto deperibile è una pratica sleale contestabile davanti all’ICQRF.

Le Pratiche Vietate

La normativa elenca circa 30 pratiche sleali vietate, tra cui: annullamento ordini con preavviso inferiore a 30 giorni, imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente onerose, mancanza di forma scritta nei contratti di cessione. Il meccanismo rimediale introdotto dal DL 63/2024 permette di ridurre la sanzione del 50% se il comportamento viene corretto entro 30 giorni dalla notifica.

L’Estensione ai Mercati all’Ingrosso

Il DL 63/2024 ha esteso esplicitamente la normativa sulle pratiche sleali ai mercati all’ingrosso. Non solo i rapporti fornitore-GDO, ma anche quelli tra operatori all’interno dei mercati ortofrutticoli sono ora coperti dalle stesse tutele.


Come Prepararsi: La Checklist Operativa

L’indagine AGCM non richiede un’azione immediata da parte dei fornitori ortofrutticoli, ma è un segnale che il contesto normativo si sta evolvendo. Chi si prepara adesso ha un vantaggio su chi aspetta che le cose cambino.

Verifica i tuoi contratti con la GDO. I contratti sono in forma scritta e stipulati prima della consegna? Indicano esplicitamente durata, quantità, caratteristiche del prodotto e prezzo? Contengono clausole di revisione del prezzo in caso di variazione significativa dei costi di produzione? Se la risposta a una di queste domande è no, sei già in una posizione di vulnerabilità — indipendentemente dall’indagine AGCM.

Documenta i tuoi costi di produzione. Il costo medio di produzione per ogni referenza che cedi alla GDO deve essere calcolato e documentato. Non è solo una necessità per una potenziale rinegoziazione — è la base per dimostrare che il prezzo contrattuale rispetta la normativa. Se non hai questa documentazione, inizia a costruirla adesso.

Verifica i termini di pagamento effettivi. Confronta i termini contrattuali con i pagamenti effettivi degli ultimi 12 mesi. Se ci sono sistematici ritardi oltre i 30 giorni su prodotto deperibile, hai documentazione sufficiente per aprire una contestazione formale.

Mappa le pratiche sleali subite. Hai ricevuto richieste di modifiche unilaterali del prezzo? Annullamenti d’ordine con meno di 30 giorni di preavviso? Richieste di contributi promozionali non previsti contrattualmente? Documenta ogni episodio con data, modalità e impatto economico. È la materia prima per una denuncia all’ICQRF o per una trattativa di rinegoziazione documentata.
Considera di contribuire all’indagine AGCM. L’indagine conoscitiva prevede la raccolta di informazioni dagli operatori della filiera. Le associazioni di categoria — Coldiretti, Confagricoltura, Fedagri — sono i canali naturali per far arrivare la voce dei fornitori all’Autorità. Se hai vissuto situazioni di squilibrio contrattuale documentate, il tuo contributo può influenzare le raccomandazioni finali dell’indagine.


Cosa Può Cambiare dopo l’Indagine

Un’indagine conoscitiva AGCM può portare a tre tipi di esito. Il primo è una relazione con raccomandazioni al legislatore — che possono portare a modifiche normative che rafforzano ulteriormente il D.Lgs. 198/2021 o introducono nuovi obblighi per la GDO. Il secondo è una segnalazione alle autorità competenti — ICQRF, Ministero delle Imprese — per avviare procedimenti specifici. Il terzo, nei casi più gravi, è l’avvio di procedimenti per pratiche anticoncorrenziali direttamente da parte dell’AGCM.

Per i fornitori ortofrutticoli, lo scenario più probabile è il primo: un rafforzamento normativo che impone alla GDO maggiore trasparenza sui contratti MDD e sulle condizioni di acquisto. Chi ha già adeguato i propri contratti e la propria documentazione ai requisiti del D.Lgs. 198/2021 sarà già conforme a qualsiasi rafforzamento normativo derivante dall’indagine. Chi non lo ha fatto si troverà a dover correre.


Il Dato della Settimana

31 dicembre 2026 — la data di chiusura dell’indagine AGCM sulla GDO e la filiera agroalimentare. Sono sette mesi in cui il contesto normativo è in evoluzione attiva. Chi usa questo periodo per mettere in ordine i propri contratti, documentare i costi di produzione e verificare la conformità al D.Lgs. 198/2021 trasforma un’indagine esterna in un’opportunità di rafforzamento interno.


Come Usare Questi Dati per il Tuo Magazzino

L’indagine AGCM non è una minaccia per i fornitori — è una minaccia per le pratiche sleali della GDO. Per chi lavora correttamente e ha i documenti in ordine, è un’opportunità: il contesto normativo si sta muovendo nella direzione della tutela dei fornitori, e chi è già allineato parte avvantaggiato nella prossima tornata di rinnovi contrattuali.

Il messaggio operativo è semplice: non aspettare che l’indagine si concluda. Usa i prossimi mesi per verificare la conformità dei tuoi contratti, documentare i costi di produzione e costruire il fascicolo di eventuali pratiche sleali subite. Quando l’AGCM pubblicherà le proprie conclusioni a fine 2026, tu sarai già pronto.

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Fonti

AGCM — Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, indagine conoscitiva filiera agroalimentare GDO: https://www.agcm.it

ICQRF — Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi, vigilanza D.Lgs. 198/2021: https://www.icqrf.gov.it

D.Lgs. 198/2021 — Pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;198

DL 63/2024 — Decreto Agricoltura: https://www.normattiva.it

FreshLogic — D.Lgs. 198/2021: guida pratica per il fornitore ortofrutticolo

FreshLogic — Gasolio agricolo rincari 2026 e rinegoziazione contratti GDO

FreshLogic — Penali GDO ortofrutta come contestarle


FAQ

L’indagine AGCM può portare a sanzioni dirette per la GDO? L’indagine conoscitiva è uno strumento di analisi del mercato, non un procedimento sanzionatorio. Tuttavia, se dall’indagine emergono comportamenti che configurano violazioni della normativa antitrust o pratiche commerciali sleali già vietate dal D.Lgs. 198/2021, l’AGCM può avviare procedimenti separati che portano a sanzioni. Il rischio sanzionatorio diretto riguarda le catene GDO, non i fornitori.

Come fornitore posso contribuire all’indagine AGCM? Sì. Le indagini conoscitive AGCM prevedono la raccolta di informazioni da tutti gli operatori della filiera. Il canale più efficace per i fornitori ortofrutticoli è partecipare attraverso le associazioni di categoria — Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Fedagri — che hanno interlocuzione diretta con l’Autorità. In alternativa, è possibile inviare contributi scritti direttamente all’AGCM tramite il proprio legale.

Se ho subito pratiche sleali dalla GDO, devo aspettare la conclusione dell’indagine per agire? No. Il D.Lgs. 198/2021 e il DL 63/2024 sono già in vigore e puoi presentare denuncia all’ICQRF in qualsiasi momento. L’indagine AGCM e le denunce all’ICQRF sono percorsi paralleli e indipendenti. Non aspettare: i termini per la contestazione di comportamenti sleali hanno scadenze specifiche.

La crescita della MDD è necessariamente negativa per i fornitori ortofrutticoli? Non necessariamente. La MDD può essere un’opportunità per le PMI ortofrutticole che non hanno la capacità di costruire un brand proprio ma vogliono accedere ai volumi della GDO. Il rischio è la dipendenza strutturale da un unico canale con condizioni contrattuali definite dall’acquirente. La strategia ottimale — documentata da operatori come Sar di Catania nel settore frutta secca — è il doppio binario: MDD per le commodity, brand proprio per le eccellenze DOP/IGP.

Cosa succede se l’indagine AGCM porta a nuove norme più stringenti per la GDO? I fornitori che hanno già adeguato i propri contratti al D.Lgs. 198/2021 saranno già conformi a qualsiasi rafforzamento normativo derivante dall’indagine. Chi non ha ancora fatto questo lavoro si troverà a dover adeguare contratti, sistemi di documentazione e processi interni in tempi più stretti. Il vantaggio di chi si prepara adesso è strutturale.


#DalBancaleAlDato

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