Negli stabilimenti di stoccaggio e nella logistica dei prodotti ortofrutticoli e della IV Gamma, il personale addetto alla movimentazione delle merci (carrellisti, stoccatori, addetti al picking) opera frequentemente in condizioni di completo isolamento. La necessità di accedere a celle frigorifere a bassa temperatura (BT fino a -20°C / -25°C) per il surgelato o a celle…
Negli stabilimenti di stoccaggio e confezionamento ortofrutticolo, il cuore pulsante delle operazioni è rappresentato dalla centrale frigorifera industriale. Che si tratti di impianti ad ammoniaca ( NH 3 NH 3 , R717), ad anidride carbonica ( CO 2 CO 2 , R744) o a fluidi fluorurati idrofluorocarburi (HFC/HFO), il sistema si basa su…
L’esportazione di ortofrutta fresca italiana verso i mercati Extra-UE (Regno Unito post-Brexit, Svizzera, Stati Uniti, Paesi del Golfo, Nord Africa e Asia) costituisce un asset strategico per le Organizzazioni di Produttori (OP) e gli esportatori privati. Tuttavia, la movimentazione transfrontaliera di merci ortofrutticole non richiede soltanto il rispetto delle norme sulla qualità del prodotto e…
La gestione della catena del freddo rappresenta la spina dorsale della logistica ortofrutticola moderna. Quando i prodotti vegetali freschi appena raccolti in campo giungono nel centro di condizionamento durante i mesi estivi o nei periodi di picco stagionale, la loro temperatura interna può superare i 25-30°C. In questa fase delicatissima, il tempo trascorso nelle pre-celle…
Nei centri di condizionamento ortofrutticolo, nelle cooperative agricole e negli stabilimenti di lavorazione di IV e V Gamma, il lavaggio primario dei prodotti della terra (patate, carote, pomodori, insalate, mele) rappresenta una fase di processo ad elevato consumo idrico e a complessa gestione ambientale. Per lungo tempo, molte strutture hanno considerato l’acqua impiegata per rimuovere…
Esportare e distribuire ortofrutta fresca nel canale GDO richiede non soltanto il rigoroso rispetto dei Livelli Massimi di Residui (LMR) sanciti dal Regolamento (CE) n. 396/2005 e dalle norme dei Paesi terzi d’importazione, ma anche la solida tutela contrattuale contro penali e contestazioni commerciali illegittime. Nel rapporto con la grande distribuzione, l’addebito unilaterale al fornitore…
Fornire alla Grande Distribuzione Organizzata europea l’impronta di carbonio della frutta fresca non è più una semplice opzione di marketing, ma un requisito documentale cogente per l’accesso ai canali distributivi ad alto valore aggiunto. La quantificazione dell’impronta climatica dei prodotti ortofrutticoli si fonda sullo standard internazionale ISO 14067:2018, che stabilisce la metodologia di Life Cycle…
Garantire l’autenticità delle produzioni ortofrutticole a denominazione protetta (come il Melone Mantovano IGP, la Pesca di Romagna IGP o l’Arancia Rossa di Sicilia IGP) richiede una perfetta corrispondenza tra i volumi di materia prima certificata conferiti dai soci e l’applicazione dei contrassegni numerati di filiera. Il quadro normativo di riferimento per la tutela dei marchi…
Quando un’azienda ortofrutticola italiana esporta vaschette e cestini confezionati in Germania o in Francia, rispettare la normativa italiana ed essere in regola con il CONAI non basta. Nei paesi di destinazione vigono regimi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) estremamente severi: il registro statale ZSVR/LUCID in Germania (VerpackG) e l’eco-organismo Citeo con la legge AGEC…
Quando il buyer cambia il capitolato e il tuo gestionale non riesce a stare dietro TL;DR: I capitolati della GDO cambiano più velocemente di quanto il gestionale ERP riesca ad aggiornarsi. Aggiungere un campo — un codice GGN, una dichiarazione MOCA, un residuo massimo — richiede una Change Request alla software house, settimane di attesa…