
Da inizio 2026 il SIAN ha nuove funzioni per tracciare la dealcolazione del vino: carico, scarico, alcol di scarto. Un decreto MEF-MASAF di dicembre 2025 regola le accise su quell’alcol. Le nuove diciture in etichetta (“zero alcol”, “a tenore alcolico ridotto”) non sono ancora obbligatorie: arrivano dal settembre 2027. Oggi conta solo tracciare bene i litri, non ancora ristampare le etichette.
Vino dealcolato: cosa tracciare in cantina, e cosa può aspettare
Un esempio semplice, prima delle regole
Una cantina carica 1.000 litri di vino a 13 gradi nell’impianto di dealcolazione. Ne escono 950 litri di vino “zero alcol”. Il resto? Non sparisce. Diventa alcol etilico ad alta gradazione, un sottoprodotto vero, che la legge tratta come merce da controllare, non da buttare o rivendere liberamente.
Questo è il cuore del problema logistico della dealcolazione: ogni litro che entra deve corrispondere, sulla carta, a quello che esce. Vino, alcol di scarto, calo tecnico. Se i conti non tornano, è un problema doganale, non solo di cantina.
Cosa è già obbligatorio, da subito
Il SIAN ha aggiornato il registro telematico vitivinicolo con nuove funzioni dedicate proprio alla dealcolazione. Da inizio 2026, chi dealcolizza deve annotare in tempo reale i flussi: quanto vino entra nell’impianto, quanto vino dealcolato esce, quanto alcol di scarto viene generato. Vale anche se la dealcolazione la fa un terzo per conto della cantina: va registrata come lavorazione conto terzi, con i codici corretti.
A dicembre 2025 è arrivato anche il tassello fiscale che mancava: un decreto MEF-MASAF regola le accise sull’alcol prodotto durante la dealcolazione. Due cose concrete da sapere. Primo: sotto i 1.000 ettolitri di alcol anidro all’anno, basta aggiornare la licenza fiscale già esistente della cantina — non serve una nuova licenza da produttore di alcolici. Sopra quella soglia, invece, la cantina viene trattata fiscalmente come un vero produttore di alcol, con licenza dedicata e regime pieno di accisa. Secondo: l’alcol estratto deve confluire in un recipiente sigillato dalla Dogana, di almeno 20 ettolitri di capacità. Si apre solo dopo che un funzionario doganale ha verificato quantità e gradazione. Nessuna scorciatoia, nemmeno per piccoli volumi.
Cosa invece può aspettare
Qui c’è un punto che vale la pena chiarire subito, perché genera confusione. Il Regolamento (UE) 2026/471 ha introdotto anche nuovi nomi per i vini a bassa gradazione: “zero alcol” per chi è sotto lo 0,5%, “a tenore alcolico ridotto” per gli altri, più l’obbligo di scrivere in etichetta “ottenuto mediante dealcolazione”.
Queste diciture non sono ancora obbligatorie. Entrano in vigore il 19 settembre 2027, diciotto mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento. Una cantina che oggi vende un vino “dealcolato” con la vecchia dicitura non sta violando nulla. Ha tempo per pianificare il cambio di etichetta senza fretta, e senza dover ristampare tutto subito solo perché la norma esiste già sulla carta.
La distinzione pratica è semplice: tracciare bene i litri è già obbligatorio oggi. Cambiare le etichette può aspettare fino al 2027.
Come impostare il controllo in cantina
Per non sbagliare i conti tra vino input, vino dealcolato ottenuto e alcol di scarto, conviene registrare ogni lavorazione con quattro numeri: il volume di vino caricato, il grado alcolico di partenza, il volume di vino dealcolato ottenuto, il volume di alcol di scarto separato. La differenza tra questi numeri è il calo tecnico fisiologico dell’impianto — normale, ma da tenere sotto controllo.
Un modulo AppSheet può calcolare in automatico questa differenza a ogni lavorazione, e segnalare quando lo scostamento supera una soglia che l’azienda stessa decide di monitorare — ad esempio il 3%, ma è una soglia operativa interna, non un limite fissato dalla legge. Superata quella soglia, l’app blocca l’invio al SIAN e chiede una verifica manuale prima di trasmettere, invece di mandare avanti un dato che potrebbe generare una contestazione in un secondo momento.
Perché conviene impostarlo bene fin da subito
Il rischio concreto non è la burocrazia in sé, è lo sfasamento tra quello che la cantina registra a mano e quello che risulta al SIAN. Con volumi che si muovono su più lavorazioni, più lotti, più giorni, un errore di trascrizione è facile. Un modulo digitale che calcola da solo il bilancio tra input e output, e blocca l’invio quando qualcosa non torna, evita che l’errore arrivi fino a un controllo doganale — dove diventa molto più difficile da spiegare che in banchina.
Se vuoi digitalizzare il controllo dei flussi di dealcolazione in cantina, FreshLogic può aiutarti a costruire il modulo AppSheet su misura.
Fonti
SIAN — Nuove operazioni per il registro telematico vitivinicolo dedicate alla dealcolazione
EUR-Lex — Regolamento (UE) 2026/471
FreshLogic — Dealcolazione vino, SIAN e DM MASAF con AppSheet
FreshLogic — Etichette digitali vino, e-label e blockchain: il Regolamento UE 2021/2117
FreshLogic — E-label vino ed export: perché un solo QR code non basta più
FAQ
No. Entrano in vigore il 19 settembre 2027. Fino ad allora una cantina può continuare a usare la vecchia dicitura “dealcolato” senza violare nulla.
Deve annotare nel registro telematico SIAN, in tempo reale, il volume di vino caricato nell’impianto, il volume di vino dealcolato ottenuto e il volume di alcol di scarto generato. Questo obbligo è già attivo da inizio 2026, indipendentemente dalle nuove diciture in etichetta.
Sotto quella soglia basta aggiornare la licenza fiscale esistente della cantina. Sopra, l’operatore viene trattato fiscalmente come un produttore di alcol vero e proprio, con licenza di esercizio dedicata e regime pieno di accisa.
No. Deve confluire in un recipiente sigillato dalla Dogana, con capacità minima di 20 ettolitri. Si apre solo dopo l’accertamento di un funzionario doganale, che verifica quantità e gradazione prima di autorizzare il trasferimento.
Uno scostamento tra i litri registrati manualmente e quelli inviati al SIAN può generare una contestazione in fase di controllo doganale. Per questo conviene calcolare il bilancio tra vino caricato, vino ottenuto e alcol di scarto in automatico, prima dell’invio, così un errore si scopre in cantina e non durante un’ispezione.
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