Entro il 31 dicembre 2027, le casse della GDO dovranno leggere codici 2D (QR Code e DataMatrix). Non è una legge: è un accordo industriale globale. L’EAN-13 non scompare — convive con il nuovo codice durante la transizione. Per le OP ortofrutticole, la priorità è capire la differenza tra SSCC (pallet), DPP (obbligo UE) e Digital Link (etichetta prodotto), e iniziare a generare QR Code 2D con AppSheet senza cambiare gestionale.


Il magazzino è ancora buio. L’addetto al confezionamento stampa le etichette per le vaschette di nettarine. Sopra c’è il solito codice a barre — l’EAN-13 che la cassa del supermercato legge da cinquant’anni.

Tra diciassette mesi quel codice potrebbe non bastare più.

Il programma GS1 Sunrise 2027 chiede che tutte le casse della GDO siano in grado di leggere anche codici bidimensionali. Se il tuo prodotto confezionato arriva al punto vendita senza un QR Code 2D, il rischio non è una multa. È un buyer che ti dice “non sei allineato allo standard” e sceglie chi lo è.

Cosa dice davvero il programma GS1 Sunrise 2027

Il 31 dicembre 2027 non è una scadenza di legge. Non ci sarà nessuna sanzione il 1° gennaio 2028 per chi ha ancora solo l’EAN-13 sulla confezione.

È un target industriale. GS1 — l’organizzazione globale che gestisce gli standard dei codici a barre — ha concordato con la grande distribuzione mondiale che entro quella data tutti i sistemi di cassa saranno capaci di leggere codici 2D. Walmart, Carrefour e Tesco hanno già preso impegni pubblici.

L’EAN-13 non scompare. Durante la transizione, i prodotti dovranno portare entrambi i codici: il barcode lineare tradizionale e il nuovo QR Code 2D. Si chiama dual-marking. È la fase in cui ci troviamo adesso.

Tre sigle che non sono la stessa cosa

Chi lavora nell’ortofrutta sente parlare di SSCC, DPP e Digital Link come se fossero intercambiabili. Non lo sono.

SSCC (Serial Shipping Container Code) è il codice a 18 cifre che identifica il pallet. Vive sull’etichetta logistica della pedana. Serve al magazzino, al vettore e alla piattaforma GDO. Il consumatore non lo vede mai. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla tracciabilità dei lotti in calibratura.

DPP (Digital Product Passport) è un obbligo normativo europeo. È il passaporto digitale di sostenibilità che l’Unione Europea sta introducendo per diverse categorie di prodotto. Non è uno standard tecnico GS1 — è una legge.

GS1 Digital Link è la struttura Web-URI che collega il codice GTIN del prodotto al web. È quello che va dentro il QR Code 2D sulla confezione. Quando la cassa lo scansiona, legge il GTIN e fa il checkout. Quando il consumatore lo scansiona con lo smartphone, accede a informazioni sul prodotto, sulla tracciabilità, sulla provenienza.

La confusione tra queste tre sigle costa budget. Chi investe nel Digital Link pensando di aver risolto l’SSCC logistico o il DPP normativo sta comprando la soluzione sbagliata al problema sbagliato.

Come funziona un QR Code GS1 Digital Link

Il QR Code 2D contiene un indirizzo web con una struttura precisa. L’indirizzo parte dal dominio del resolver GS1 (id.gs1.org), seguito dal GTIN a 14 cifre del prodotto e dal codice lotto.

In pratica, un indirizzo tipo: https://id.gs1.org/01/08012345678901/10/LOTTO2026A

Questo URL fa due cose diverse a seconda di chi lo scansiona. La cassa del supermercato lo legge e ne estrae il GTIN per il checkout. Lo smartphone del consumatore lo apre come una pagina web e accede alle informazioni sul prodotto.

Il dato opzionale — ma fondamentale per i deperibili — è la data di scadenza, codificata come attributo aggiuntivo nell’URI. Per l’ortofrutta fresca, questo dato permette alla cassa di verificare automaticamente se il prodotto è ancora vendibile.

Il problema concreto: due codici su una vaschetta piccola

Qui arriva il conflitto che i manuali non raccontano.

Durante la transizione, ogni confezione deve portare sia l’EAN-13 lineare sia il QR Code 2D. Su un cartone da 30×40 cm non è un problema. Su una vaschetta di frutti di bosco da 125 grammi lo è.

Lo spazio grafico è limitato. L’EAN-13 occupa circa 3×2 cm. Il QR Code ne vuole almeno 2×2 cm. Il fronte della vaschetta serve per il brand. Il retro ha già la tabella nutrizionale, l’origine, il lotto, la data di scadenza. Dove metti il secondo codice?

E c’è un problema a valle. Molti punti vendita minori in Italia non hanno ancora scanner 2D alle casse. Un supermercato di catena a Milano probabilmente sì. Un negozio indipendente in provincia probabilmente no. Se togli l’EAN-13 troppo presto, il prodotto non passa alla cassa.

La soluzione è progettare l’etichetta fin da oggi con spazio per entrambi i codici. Chi aspetta il 2027 per ridisegnare il layout si troverà a farlo in emergenza.

Come generare il QR Code con AppSheet

Non serve cambiare gestionale. Su AppSheet basta una formula.

L’approccio è semplice: una colonna con il GTIN a 14 cifre del prodotto (dato statico, uguale per ogni referenza) e una colonna con il codice lotto (dato dinamico, cambia a ogni sessione di confezionamento). Una terza colonna concatena i due valori nella struttura Web-URI:

CONCAT(“https://id.gs1.org/01/”, [GTIN_14], “/10/”, [Lotto_ID])

AppSheet genera il QR Code da questa stringa. La stampante termica di banchina lo stampa sull’etichetta. Fine.

Il punto importante è che il codice GTIN dentro il QR Code deve essere identico a quello nel barcode EAN-13 sulla stessa confezione. Due codici, due formati, ma lo stesso numero di prodotto. Se non corrispondono, la cassa li legge come due prodotti diversi.

Cosa fare adesso, cosa può aspettare

Adesso: verificare che il GTIN a 14 cifre di ogni referenza confezionata sia censito e corretto nel vostro sistema. Senza un GTIN pulito, nessun QR Code Digital Link funziona.

Adesso: ridisegnare il layout dell’etichetta prevedendo lo spazio per il dual-marking. Non farlo a ridosso della scadenza.

Adesso: generare i primi QR Code di test con AppSheet e verificare che la cassa di un supermercato partner li legga correttamente. Un pilota su 5 referenze costa pochi giorni di lavoro.

Può aspettare: sostituire interamente l’EAN-13 con il QR Code 2D. Questa fase arriverà dopo il 2027, quando la copertura degli scanner 2D sarà sufficientemente ampia.

Può aspettare: implementare il DPP (Passaporto Digitale di Prodotto). È un obbligo normativo UE con tempistiche proprie, non legato al Sunrise 2027.

Il pallet continua a viaggiare con l’SSCC. Il prodotto confezionato inizia a viaggiare anche con il Digital Link. Sono due binari paralleli, non alternativi.


Se vuoi generare i primi QR Code GS1 Digital Link per le tue referenze confezionate, parliamone qui.

Fonti

GS1 Italy — Iniziativa GS1 Sunrise 2027 e standard 2D per il punto vendita: https://www.gs1it.org/

GS1 Global — GS1 Digital Link standard overview: https://www.gs1.org/standards/gs1-digital-link

FreshLogic — Tracciabilità e mixing lotti in calibratura: come collegare ogni bin al pallet finale con AppSheet e lo standard GS1 SSCC

FreshLogic — Tracciabilità e origine nell’ortofrutta: normativa 2026

FreshLogic — La roadmap del magazzino 2027-ready: i 4 step per essere pronti prima degli altri

FAQ
Il 31 dicembre 2027 è una scadenza di legge?

No. È un target industriale concordato tra GS1 e la grande distribuzione mondiale. Non ci sarà nessuna sanzione governativa per chi non ha il QR Code 2D dopo quella data. La pressione è commerciale, non normativa: i buyer della GDO che hanno aggiornato gli scanner chiederanno ai fornitori di allinearsi allo standard.

L’EAN-13 smetterà di funzionare?

No. Il barcode lineare EAN-13 continuerà a essere letto alle casse. La transizione prevede una fase di dual-marking in cui entrambi i codici convivono sulla stessa confezione. Dopo il 2027, l’EAN-13 potrà gradualmente essere sostituito dal QR Code 2D, ma non ci sarà un giorno in cui smetterà di funzionare.

Qual è la differenza tra SSCC, DPP e GS1 Digital Link?

L’SSCC è il codice a 18 cifre che identifica il pallet nella logistica B2B. Il DPP è il Passaporto Digitale di Prodotto, un obbligo normativo UE. Il GS1 Digital Link è la struttura Web-URI incorporata nel QR Code 2D sulla confezione del prodotto, che serve sia per il checkout in cassa sia per l’accesso del consumatore alle informazioni di tracciabilità.

Devo cambiare il mio gestionale per generare i QR Code?

No. Con AppSheet basta una formula che concatena il GTIN a 14 cifre e il codice lotto nella struttura Web-URI standard. La stampante termica di banchina stampa il QR Code direttamente sull’etichetta. Il gestionale esistente continua a funzionare per tutto il resto.

Da dove parto se voglio fare un test?

Dal censimento dei GTIN delle referenze confezionate. Poi si ridisegna il layout etichetta con spazio per il dual-marking. Infine si genera il QR Code di test su 5 referenze e si verifica la lettura alla cassa di un supermercato partner. Un pilota di questo tipo richiede pochi giorni di lavoro.


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