
Il Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati impone controlli di tenuta obbligatori in base alle tonnellate di CO₂ equivalente dell’impianto: annuali tra 5 e 50 tCO₂e, semestrali tra 50 e 500, trimestrali sopra 500. Dopo ogni riparazione, re-test entro 30 giorni. Dal 2025, vietate le ricariche con F-Gas vergini ad alto GWP (≥2500, come l’R404A) su impianti sopra 40 tCO₂e. Una micro-perdita silenziosa alza la temperatura della cella prima che qualcuno se ne accorga.
Le 3 di mattina. La cella numero 4 segna +5°C. Dovrebbe segnare +2°C. Il responsabile chiama il frigorista. Il compressore funziona. Il ventilatore gira. Il problema è che manca gas.
Una micro-perdita, silenziosa, lenta. Qualche grammo al giorno. Nessun allarme. Nessun rumore. Solo un calo progressivo della resa frigorifera che in due settimane ha portato la cella da +2°C a +5°C. Le mele dentro sono ancora vendibili. Tra tre giorni non lo saranno più.
Il frigorista ricarica. Risolve il sintomo. Ma il registro delle manutenzioni non è aggiornato da otto mesi. La Banca Dati FGAS non è stata alimentata. Il controllo di tenuta che andava fatto sei mesi fa non è mai stato fatto.
Cosa dice il regolamento
Il Regolamento (UE) 2024/573, in vigore dall’11 marzo 2024, sostituisce il vecchio Reg. 517/2014. Disciplina l’uso dei gas fluorurati a effetto serra — i refrigeranti che fanno funzionare le celle frigorifere dei magazzini ortofrutticoli.
L’articolo 5 fissa l’obbligo di controlli di tenuta periodici. La frequenza dipende da un solo numero: le tonnellate di CO₂ equivalente contenute nell’impianto.
Come si calcolano le tCO₂e
Il calcolo è semplice. Prendi i chilogrammi di gas refrigerante contenuti nel circuito. Moltiplicali per il GWP (Global Warming Potential) del gas specifico. Dividi per mille.
Un esempio concreto. Un impianto con 25 kg di R404A — uno dei refrigeranti più comuni nelle celle ortofrutticole. Il GWP dell’R404A è 3.922. Il calcolo: 25 × 3.922 ÷ 1.000 = 98 tCO₂e.
Con 98 tCO₂e, l’impianto ricade nella fascia 50-500. Controlli di tenuta semestrali obbligatori.
Se lo stesso impianto avesse 5 kg di R134a (GWP 1.430): 5 × 1.430 ÷ 1.000 = 7,15 tCO₂e. Fascia 5-50. Controlli annuali.
Il numero non è scritto sulla targhetta dell’impianto. Va calcolato. E molti magazzini non lo hanno mai fatto.
Le tre fasce e le frequenze
L’articolo 5 distingue tre soglie.
Da 5 a meno di 50 tCO₂e: controllo di tenuta almeno una volta all’anno.
Da 50 a meno di 500 tCO₂e: controllo di tenuta almeno ogni sei mesi. Riducibile ad annuale se l’impianto è dotato di un sistema automatico di rilevazione delle fughe.
Oltre 500 tCO₂e: controllo di tenuta almeno ogni tre mesi. Riducibile a semestrale con rilevatore automatico.
Sotto 5 tCO₂e non c’è obbligo di controllo periodico. Ma un impianto ortofrutticolo industriale raramente sta sotto questa soglia.
Il re-test a 30 giorni: la scadenza che tutti dimenticano
Dopo ogni riparazione di una perdita, il regolamento impone un secondo controllo di tenuta entro 30 giorni. Non 30 giorni lavorativi. 30 giorni di calendario.
Questo è il punto dove la maggior parte dei magazzini inciampa. Il frigorista ripara la perdita, ricarica il gas, se ne va. Il responsabile di magazzino segna la data su un foglio. Il foglio finisce in un cassetto. Il trentesimo giorno passa. Il re-test non viene fatto.
La sanzione non è per la perdita — è per il mancato re-test. Il regolamento è chiaro: la riparazione senza verifica non è una riparazione completa.
Il divieto sull’R404A: già in vigore
Dal 1° gennaio 2025, è vietato utilizzare F-Gas vergini con GWP pari o superiore a 2.500 per la manutenzione di impianti con carica pari o superiore a 40 tCO₂e.
L’R404A ha un GWP di 3.922. È sopra la soglia. Se il tuo impianto ha una carica sopra 40 tCO₂e — e con 25 kg di R404A ci sei abbondantemente — non puoi più ricaricarlo con R404A vergine.
Le alternative ci sono. Gas rigenerato (non vergine) dello stesso tipo. Oppure la conversione a un refrigerante a basso GWP — R449A, R448A, CO₂. Ma la conversione ha un costo e richiede la riprogettazione del circuito.
Il punto è che il divieto è già in vigore da un anno e mezzo. Chi sta ancora ricaricando con R404A vergine è in violazione.
Il conflitto: la perdita che non vedi
Una perdita di gas refrigerante non fa rumore. Non fa fumo. Non fa odore (i refrigeranti comuni sono inodori). L’unico segnale è un calo graduale della temperatura di mandata.
Il compressore lavora di più. Consuma più energia. La cella si raffredda più lentamente. La temperatura oscilla. Ma l’allarme — se c’è — scatta solo quando la soglia viene superata. A quel punto il danno è già fatto.
Per l’ortofrutta, la differenza tra +2°C e +5°C è la differenza tra una mela che dura tre settimane e una che dura cinque giorni. Il calo è silenzioso, progressivo. Il prodotto si deteriora prima che qualcuno se ne accorga.
Come funziona il registro su AppSheet
L’app parte dal censimento degli impianti. Per ogni circuito frigorifero: tipo di gas, chilogrammi di carica, GWP. Il calcolo delle tCO₂e è automatico. La fascia di controllo viene assegnata dall’app.
Da lì in avanti, il sistema gestisce tre flussi.
Controlli periodici: l’app calcola la prossima scadenza e invia una notifica al responsabile con anticipo configurabile. Il tecnico certificato FGAS esegue il controllo, registra l’esito nell’app, firma a schermo. Il record è salvato.
Riparazioni e re-test: quando il frigorista ripara una perdita, l’app registra la data e attiva il countdown di 30 giorni. Al ventesimo giorno parte la notifica. Se il trentesimo giorno arriva senza re-test, l’app segnala la scadenza mancata.
Ricariche: ogni ricarica viene registrata con tipo di gas, quantità in kg, e verifica automatica del divieto GWP ≥2500. Se qualcuno prova a registrare una ricarica di R404A vergine su un impianto sopra 40 tCO₂e, l’app blocca l’operazione.
Cosa fare adesso
Primo: calcola le tCO₂e di ogni impianto del magazzino. Gas, chilogrammi, GWP. Il numero ti dice la frequenza di controllo obbligatoria.
Secondo: verifica quando è stato fatto l’ultimo controllo di tenuta. Se sei fuori frequenza, programma l’intervento del tecnico FGAS questa settimana.
Terzo: controlla se hai fatto riparazioni negli ultimi 30 giorni senza re-test. Se sì, il re-test va programmato immediatamente.
Se vuoi digitalizzare il registro F-Gas delle tue celle frigorifere, parliamone qui.
Fonti
Regolamento (UE) 2024/573 — Gas fluorurati a effetto serra, testo ufficiale su EUR-Lex: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32024R0573
Banca Dati FGAS — Registro telematico del Ministero dell’Ambiente: https://www.bancadatafgas.it/
FreshLogic — Il frigo del camion segna +3°C ma il prodotto è a +6°C: come evitare il respingimento
FreshLogic — Conformità MOCA, PFAS e imballaggi ortofrutta: scadenza PPWR 12 agosto 2026
FreshLogic — La roadmap del magazzino 2027-ready: i 4 step per essere pronti prima degli altri
FAQ
Si moltiplicano i chilogrammi di gas refrigerante contenuti nel circuito per il GWP del gas specifico e si divide per mille. Per esempio: 25 kg di R404A (GWP 3.922) = 98 tCO₂e. Il risultato determina la frequenza dei controlli di tenuta obbligatori.
Dipende dalle tCO₂e dell’impianto. Tra 5 e 50: almeno una volta all’anno. Tra 50 e 500: almeno ogni sei mesi (riducibile ad annuale con rilevatore automatico). Oltre 500: almeno ogni tre mesi (riducibile a semestrale con rilevatore automatico).
Solo gas rigenerato, non vergine, se l’impianto supera 40 tCO₂e. Dal 1° gennaio 2025 è vietato l’uso di F-Gas vergini con GWP pari o superiore a 2.500 per la manutenzione di questi impianti. L’R404A ha un GWP di 3.922 e rientra nel divieto.
Dopo ogni riparazione di una perdita, il Regolamento (UE) 2024/573 impone un secondo controllo di tenuta entro 30 giorni di calendario. La riparazione senza verifica non è considerata completa. Il mancato re-test è sanzionabile indipendentemente dall’esito della riparazione.
I segnali sono indiretti: aumento del consumo energetico del compressore, calo graduale della temperatura di mandata, oscillazioni termiche in cella. Una perdita di pochi grammi al giorno non genera allarmi immediati ma in due settimane può alzare la temperatura della cella di 3°C, sufficiente a compromettere la conservazione del prodotto.
#DalBancaleAlDato

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