Il Reg. (UE) 2023/1115 (EUDR) esenta dagli obblighi di due diligence gli imballaggi in legno usati solo come supporto per trasportare altri prodotti — pallet e cassette ortofrutta rientrano quasi sempre in questa esenzione. Le scadenze, dopo un secondo rinvio (Reg. 2025/2650), sono slittate al 30 dicembre 2026 per i grandi operatori e al 30 giugno 2027 per le micro-piccole imprese. Nonostante l’esenzione, GDO e retailer stanno comunque accelerando verso pallet pooling e casse RPC, non per obbligo normativo ma per ridurre costi di smaltimento e migliorare gli score ESG di filiera.

La domanda che arriva ogni settimana da chi lavora in banchina

Le 3 di mattina. Tra un carico e l’altro, in banchina gira sempre la stessa domanda: “i pallet di legno che usiamo per spedire le cassette alla GDO rientrano nell’EUDR?”. La risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, è no — ma è una risposta che va spiegata bene, perché la confusione su questo punto sta generando investimenti prematuri e ansie infondate in molte OP.

Cosa dice davvero il Regolamento EUDR sugli imballaggi

Il Regolamento (UE) 2023/1115, noto come EUDR, impone obblighi di dovuta diligenza e tracciabilità geolocalizzata per una serie di materie prime a rischio deforestazione, tra cui il legno e i suoi derivati. Le linee guida della Commissione europea, pubblicate per chiarire l’ambito applicativo, distinguono con precisione due situazioni molto diverse.

Un imballaggio in legno — pallet EPAL, EUR, cassette per ortofrutta — rientra nell’EUDR solo se viene immesso sul mercato o esportato come prodotto a sé stante: è il caso di chi produce e vende pallet vergini come merce autonoma. Se invece l’imballaggio viene usato esclusivamente per sostenere, proteggere o trasportare un altro prodotto — nel nostro caso l’ortofrutta stessa — non è considerato un “prodotto rilevante” ai fini del regolamento e non richiede alcuna dichiarazione di dovuta diligenza. La stessa logica vale per i sistemi di pooling a circuito chiuso: una volta che un pallet o una cassa riutilizzabile viene messa in circolo per quello scopo, il suo riutilizzo ad ogni ciclo non costituisce una “nuova immissione sul mercato” e non richiede quindi nuovi adempimenti.

Per un’OP che spedisce ortofrutta alla GDO su pallet di legno, questo significa una cosa molto semplice: nella quasi totalità dei casi operativi, non c’è nulla da fare. Il pallet è materiale di supporto, non un prodotto in vendita.

Le scadenze sono slittate di nuovo — e conviene saperlo

Qui va fatta una precisazione temporale, perché il quadro è cambiato due volte dall’entrata in vigore del regolamento nel 2023. La prima versione prevedeva applicazione dal 30 dicembre 2024; un primo rinvio l’ha spostata al 30 dicembre 2025 per i grandi operatori e al 30 giugno 2026 per le micro e piccole imprese. Un secondo rinvio, sancito dal Regolamento (UE) 2025/2650, ha spostato ulteriormente le date: 30 dicembre 2026 per grandi operatori e commercianti, 30 giugno 2027 per le micro e piccole imprese. Ad oggi, luglio 2026, l’EUDR non è quindi ancora pienamente applicabile, e per gli imballaggi di supporto — come chiarito sopra — potrebbe non diventarlo mai, indipendentemente dalla data.

Questo non significa che il tema vada ignorato fino al 2026: significa che le OP hanno tempo per pianificare la transizione con calma, invece di rincorrerla sotto pressione.

Perché allora la GDO spinge comunque verso il pooling

Se l’esenzione è così ampia, perché sempre più retailer e centrali GDO chiedono ai fornitori ortofrutta di passare dal legno a perdere al pallet pooling o alle casse RPC (Reusable Plastic Crates)? La risposta non è normativa, è economica e reputazionale.

Primo, i costi di smaltimento. Un pallet a perdere ha un costo di acquisto iniziale a cui si somma il contributo ambientale legato allo smaltimento a fine vita; un sistema di pooling — come quelli offerti da CHEP, LPR per i pallet o IFCO ed Euro Pool System per le casse RPC — si basa su una tariffa di noleggio per singolo viaggio, senza il costo di smaltimento a carico dell’OP, perché l’asset resta di proprietà del gestore del circuito e viene reimmesso in circolo. Su grandi volumi di spedizioni ripetute, l’economia di scala del noleggio circolare tende a essere più conveniente dell’acquisto ripetuto di imballaggi monouso.

Secondo, gli score ESG di filiera. I grandi retailer devono rendicontare le emissioni Scope 3 — quelle generate lungo la catena di fornitura, imballaggi compresi — nei propri bilanci di sostenibilità. Casi concreti pubblicati dagli operatori del settore mostrano risparmi significativi: l’azienda italiana Cultiva, passando al pallet pooling CHEP, ha dichiarato una riduzione fino al 50% delle emissioni di CO2 legate agli imballaggi rispetto al sistema di interscambio tradizionale; uno studio LCA indipendente condotto per Coca-Cola European Partners in Spagna e Portogallo ha misurato una riduzione del 60% nello stesso ambito. Sono casi specifici, non percentuali garantite per ogni filiera — il risultato reale dipende dal numero di cicli di riutilizzo effettivi dell’asset e dalla distanza di logistica inversa per il lavaggio e riposizionamento — ma indicano un ordine di grandezza credibile, ben più significativo del semplice risparmio sui costi di smaltimento.

Cosa conviene fare, in pratica, prima delle scadenze

Prima ancora di guardare al 2026, un’OP può fare tre cose senza fretta e senza investimenti immediati obbligatori. Censire i flussi: quanta parte delle spedizioni verso la GDO viaggia già su pallet a perdere e quanta su circuiti chiusi, per capire il margine di conversione reale. Documentare la funzione di supporto: anche se non esiste una formula testuale obbligatoria per legge, è buona prassi che il DDT o la documentazione interna chiarisca che l’imballaggio in legno spedito ha funzione di mero supporto logistico per il prodotto ortofrutticolo — una nota utile per anticipare eventuali richieste di chiarimento da parte di clienti o auditor, non un requisito formale imposto dall’EUDR. Verificare i fornitori di legno vergine: per le cassette ancora in legno a perdere, richiedere la certificazione di catena di custodia FSC o PEFC ai fornitori resta una buona pratica di filiera sostenibile, indipendentemente dagli obblighi EUDR.

La conversione verso pooling e RPC, quando arriva, conviene che sia una scelta di convenienza economica e posizionamento commerciale verso la GDO — non una corsa dell’ultimo minuto dettata da una scadenza normativa che, per gli imballaggi di supporto, nella maggior parte dei casi non si applicherà comunque.


Se vuoi mappare i flussi di imballaggio della tua OP e valutare la convenienza reale della transizione al pooling, FreshLogic può aiutarti a costruire l’analisi su AppSheet.

Fonti

EUR-Lex — Regolamento (UE) 2023/1115 (EUDR)

EUR-Lex — Regolamento (UE) 2025/2650 (rinvio scadenze EUDR)

FreshLogic — Efficienza energetica celle frigo e IoT in ortofrutta

FreshLogic — CSRD e Scope 3: la leva competitiva per i fornitori ortofrutta nel 2026

FreshLogic — Tracciabilità dei bins in campagna con AppSheet

FAQ
I pallet di legno usati per spedire ortofrutta alla GDO rientrano nell’EUDR?

Nella maggior parte dei casi no. Il regolamento esenta gli imballaggi in legno usati esclusivamente come materiale di supporto, protezione o trasporto per un altro prodotto. L’obbligo di dovuta diligenza riguarda solo chi immette pallet o cassette in legno sul mercato come prodotto autonomo, non chi li usa per spedire la propria merce.

Da quando si applica davvero l’EUDR dopo i rinvii?

Dopo un secondo rinvio sancito dal Regolamento (UE) 2025/2650, le scadenze sono il 30 dicembre 2026 per i grandi operatori e commercianti e il 30 giugno 2027 per le micro e piccole imprese. Ad oggi il regolamento non è ancora pienamente applicabile.

Perché passare al pallet pooling se il legno a perdere è esente dall’EUDR?

La spinta non è normativa ma economica e reputazionale: i sistemi di pooling riducono i costi di smaltimento a carico dell’OP e permettono di documentare riduzioni misurabili delle emissioni Scope 3 richieste nei bilanci di sostenibilità della GDO, con casi concreti che riportano risparmi tra il 40% e il 60% rispetto al legno monouso.

Serve scrivere qualcosa di specifico sul DDT per dimostrare l’esenzione EUDR?

Non esiste una formula testuale imposta dalla normativa. È comunque una buona prassi documentare in modo chiaro, anche solo internamente, che l’imballaggio in legno spedito ha funzione di mero supporto logistico, così da avere una traccia pronta in caso di richieste di chiarimento.

I sistemi di pooling richiedono comunque una dichiarazione di dovuta diligenza ad ogni viaggio?

No. Una volta che un pallet o una cassa riutilizzabile è in circolazione in un circuito chiuso per quello scopo, il riutilizzo ad ogni ciclo non costituisce una nuova immissione sul mercato e non richiede una nuova dichiarazione.


#DalBancaleAlDato

🤞 Ricevi i prezzi ortofrutta ogni lunedì — gratis

Non inviamo spam! Puoi saperne di più leggendo la nostra Informativa sulla privacy


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *