
Le tre di mattina, e il caldo è già dentro i numeri. Sui banchi dei mercati all’ingrosso il termometro segna 32 gradi a Torino, 35 a Roma, e l’estate detta legge: offerta abbondante quasi ovunque, domanda che fatica a tenere il passo, e prezzi che scivolano. Milano e Roma dichiarano apertamente una tendenza “in ribasso”, Torino resta “stabile” ma con la frutta estiva in pieno flusso. Il movimento più netto della settimana è sulle ciliegie, che cedono terreno su ogni piazza. Chi apre le trattative del lunedì ha bisogno di questi numeri prima di toccare il listino.
I prezzi che seguono sono quotazioni all’ingrosso prevalenti, IVA esclusa, rilevate sui listini ufficiali di CAAT Torino (17 e 22 giugno), Milano, Bolzano, Roma e Bologna tra il 22 e il 25 giugno 2026. Sono il prezzo di scambio reale in banchina, non una media nazionale: per questo il confronto tra piazze, qui sotto, vale quanto il prezzo singolo.
Il quadro della settimana: caldo, abbondanza e listini in discesa
La fotografia è coerente su tutti i mercati. A Milano la giornata di lunedì 22 è “calma” con offerta “alta” e tendenza in ribasso; a Roma giovedì 25 il mercato è “regolare” ma di nuovo in ribasso; a Torino il tono è più stabile, con mercato “attivo”. Il filo comune è il caldo che accelera la maturazione e gonfia l’offerta nazionale di frutta estiva, mentre la domanda non corre ancora ai ritmi di luglio. Risultato: i prezzi scendono dove c’è abbondanza — cioè quasi dappertutto sulla frutta — e tengono o salgono solo dove l’offerta resta corta. È il momento dell’anno in cui un listino non aggiornato regala margine al cliente che i prezzi li ha già visti.
Frutta: ciliegie in calo, il movimento della settimana
Le ciliegie sono il dato forte. A Milano i cali giornalieri arrivano fino a un euro al chilo: il calibro 30-32 spagnolo scende a 3,50 €/kg (−1,00), la Ferrovia pugliese 28-30 a 5,00 €/kg (−1,00), l’italiana 28-30 a 3,60 €/kg (−0,90). A Roma il movimento è più contenuto ma nella stessa direzione, con cali diffusi di mezzo euro: l’italiana 28-30 a 3,50 €/kg (−0,50), la spagnola 30-32 a 4,50 €/kg (−0,50). Torino regge meglio ma cede anch’essa sui calibri grossi (30-32 spagnola e Ferrovia pugliese a 4,30-4,50 €/kg, −0,50). Sopra tutte resta solo la nicchia di qualità: la Vignola IGP in vaschetta vola a 8,50 €/kg a Milano, contro i 5,50-6,00 €/kg di Torino e Roma. La lettura di banchina è semplice: la stagione è nel pieno dell’abbondanza, la qualità c’è, ed è la finestra migliore per fare volume — ma il prodotto generico ormai si svaluta in fretta.
Frutta: albicocche e pesche cercano la domanda
Sulle albicocche il calo è strutturale e si vede bene nel confronto Torino a distanza di pochi giorni: la varietà Orange in vaschetta passa da una prevalente di 2,75 €/kg (mercoledì 17) a 2,00 €/kg (lunedì 22), la Flopria da 2,00 a 1,60 €/kg. Entrano le nuove cultivar — la Pellecchiella è già in listino a 2,15 €/kg a Torino e 2,25 a Milano — e questo allargamento dell’offerta spinge giù i prezzi. Qui il confronto tra piazze è il dato più utile: la stessa albicocca 45-50 nazionale alla rinfusa vale 1,30 €/kg a Roma, 1,70 a Torino e 2,00 a Milano. Quasi il doppio tra la piazza più conveniente e la più cara, nella stessa settimana: chi acquista deve sapere dove guarda.
Pesche e nettarine si muovono poco ma sempre verso il basso. A Torino la pesca a pasta gialla 67-73 nazionale cala a 1,50 €/kg (−0,10), la percoca 73-80 a 2,30 (−0,10), la nettarina più piccola 61-67 a 1,10 €/kg (−0,15). Buona disponibilità, domanda non ancora ai massimi: i listini restano sotto pressione, con le pezzature grosse (80-90, oltre 2,50 €/kg) come unica fascia che difende il prezzo.
Frutta: il caso lamponi e i piccoli frutti
Il dato che salta all’occhio per chi compra su più piazze sono i piccoli frutti. I lamponi a Torino crollano a 11,00 €/kg con un −2,00 secco in una sola rilevazione, mentre a Milano la stessa referenza viaggia a 19,00 €/kg. Quasi il doppio, nello stesso giorno: un divario che per un magazzino strutturato vale più di qualsiasi trattativa sul singolo bancale. Tengono invece i kiwi di importazione, in leggera controtendenza al rialzo a Milano (Gold Zespri a 5,90 €/kg, +0,15), segno che sulle referenze fuori stagione l’offerta corta sostiene ancora il prezzo. Si affaccia intanto l’uva da tavola italiana precoce: a Torino la bianca senza semi è già a 5,80 €/kg, mentre Vittoria e Black Magic partono a 3,80 €/kg.
Ortaggi: pomodori in rientro, melanzane e insalate in controtendenza
Sul fronte ortaggi il quadro si ribalta rispetto alla frutta, ed è più interessante di quanto sembri. I pomodori rientrano su livelli regolari dopo le tensioni di maggio: a Torino il Piccadilly scende a 1,30 €/kg (−0,10), il cuore di bue nazionale a 1,30 (−0,20), il grappolo tondo liscio a 0,90 €/kg (−0,20). Reggono solo le specialità — datterini a 2,90, ciliegino a 2,10, costoluto Marinda siciliano a 3,00 €/kg. Le zucchine, che la scorsa settimana erano il rialzo a sorpresa, questa settimana si fermano: a Torino restano stabili e basse (le scure lunghe 21-28 a 0,55 €/kg, le 14-21 a 0,80), senza variazioni giornaliere.
La vera controtendenza ora è altrove. Col caldo che taglia le rese in pieno campo e tira la domanda, salgono melanzane e insalate. A Torino la melanzana nazionale guadagna terreno a 1,10 €/kg (+0,20), la varietà chiara a 1,60 (+0,15); la lattuga cappuccio balza a 1,30 €/kg (+0,40), la gentile a 1,20 (+0,20). È il classico effetto estate: il foglia verde e gli ortaggi a maturazione rapida soffrono il caldo, l’offerta si accorcia e il prezzo reagisce. Stabili invece le angurie, in piena fase di avvio (8-12 kg a 0,60 €/kg sfuse a Torino, l’apirena a 1,40), e i meloni retati nazionali intorno a 1,00 €/kg.
Il dato della settimana
Ciliegie in calo su tutte e tre le piazze principali, con punte di −1,00 €/kg a Milano in una sola rilevazione: è il movimento più marcato della settimana, in un quadro dove quasi tutta la frutta scende e gli ortaggi si dividono tra il rientro dei pomodori e il rialzo di melanzane e insalate. Accanto, il dato che pesa per chi compra a volume: i lamponi a 11 €/kg a Torino contro 19 a Milano, e le albicocche nazionali a 1,30 €/kg a Roma contro 2,00 a Milano. Lo stesso prodotto, la stessa settimana, prezzi quasi doppi a seconda della piazza.
Come usare questi dati nel tuo magazzino
Con le ciliegie in discesa ovunque e le albicocche che cambiano prezzo nel giro di pochi giorni, questa è una di quelle settimane in cui il listino va aggiornato prima di qualsiasi altra cosa del lunedì mattina. Il cliente lo sa già, o lo saprà entro poche ore: chi aggiorna in anticipo costruisce credibilità, chi aspetta regala margine. Sui piccoli frutti e sulle albicocche, dove il divario tra piazze arriva al doppio, la leva non è la trattativa sul singolo carico ma la scelta del mercato d’acquisto: spostarsi sulla piazza giusta vale più di qualsiasi sconto strappato. E sulle referenze in controtendenza — melanzane, insalate — conviene verificare la disponibilità in cella prima di confermare ordini importanti, perché sono le poche dove in questo momento c’è margine sopra la media.
Il limite di tutto questo è che resta un lavoro “a memoria”, fatto su PDF diversi aperti in fretta alle tre di notte. Chi struttura il dato — un listino che si aggiorna ogni settimana sui prezzi reali delle piazze che gli interessano, con il confronto già pronto — smette di rincorrere e inizia a decidere. Se vuoi costruire un sistema di listino dinamico che incrocia i mercuriali e li trasforma nel tuo prezzo di vendita aggiornato, parliamone qui.
Fonti
C.A.A.T. Torino — Listini ortofrutta all’ingrosso nn. 116 e 119/2026 (17 e 22 giugno 2026): https://www.caat.it/
Mercato all’ingrosso di Milano — Listino ortofrutta n. 31/2026 (22 giugno 2026, rilevazione FreshPlaza): https://www.freshplaza.it/
Mercato all’ingrosso di Bolzano — Listino prezzi ortofrutta (22-23 giugno 2026): https://www.mercatobz.com/
Centro Agroalimentare Roma (CAR) — Listino ortofrutta all’ingrosso n. 50/2026 (25 giugno 2026): https://www.agroalimroma.it/
FreshLogic — Listino in tempo reale: i prezzi dinamici per non restare con l’invenduto
FreshLogic — Come usare i dati BMTI per negoziare il prezzo con il fornitore
FreshLogic — Listino fisso o prezzo spot: cosa conviene davvero al margine del magazzino
FAQ
Perché siamo nel pieno della stagione produttiva e l’offerta è abbondante su tutte le piazze, mentre la domanda non cresce allo stesso ritmo. I listini del 22-25 giugno mostrano cali diffusi: a Milano fino a 1,00 €/kg in una sola rilevazione sui calibri grossi, a Roma intorno a mezzo euro. È la fase in cui conviene fare volume sul prodotto generico, mentre solo le nicchie certificate come la Vignola IGP difendono prezzi alti.
Non necessariamente, e i dati di questa settimana lo dimostrano. Lo stesso prodotto può costare quasi il doppio a seconda del mercato: le albicocche nazionali 45-50 valgono 1,30 €/kg a Roma e 2,00 a Milano; i lamponi 11 €/kg a Torino e 19 a Milano. Per un magazzino che muove volumi, confrontare le piazze prima di acquistare incide sul margine più di qualsiasi sconto ottenuto in trattativa sul singolo carico.
In controtendenza rispetto alla frutta, salgono melanzane e insalate. Sul mercato di Torino la lattuga cappuccio guadagna 0,40 €/kg arrivando a 1,30, la gentile sale a 1,20, mentre le melanzane nazionali avanzano a 1,10 €/kg e la varietà chiara a 1,60. È l’effetto del caldo, che riduce le rese in pieno campo e accorcia l’offerta dei prodotti a foglia e a maturazione rapida, sostenendone il prezzo.
I prezzi indicati sono quotazioni all’ingrosso prevalenti dei mercati di Torino, Milano, Bolzano, Roma e Bologna, IVA esclusa, e rappresentano il prezzo di scambio in quelle piazze. Il prezzo nel tuo mercato di riferimento può differire per costi di trasporto, qualità e dinamiche locali di domanda e offerta. Vanno usati come indicatore di tendenza e come base per il confronto, non come listino valido ovunque allo stesso modo
Il primo passo è scegliere le due o tre piazze di riferimento per i tuoi prodotti e annotarne i prezzi prevalenti ogni settimana, già oggi possibile con un semplice foglio condiviso. Il passo successivo è digitalizzare il processo con un sistema che raccoglie i mercuriali, calcola la variazione settimana su settimana e applica il tuo ricarico per generare in automatico il prezzo di vendita aggiornato, evitando di rifare i conti a mano ogni lunedì.
#DalBancaleAlDato

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