Nel dicembre 2023 il Parlamento italiano ha approvato la Legge 206/2023 — la cosiddetta Legge Made in Italy. Tra i suoi articoli ce n’è uno che quasi nessuna piccola impresa agroalimentare conosce: l’Articolo 47, che promuove l’uso della blockchain per la tracciabilità delle filiere produttive nazionali e ha stanziato risorse concrete per farlo.

4 milioni di euro per il 2023. 26 milioni di euro per il 2024. Gestiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Cosa prevede l’Articolo 47

L’obiettivo della norma è dichiarato esplicitamente: sostenere la modernizzazione dei processi produttivi e tutelare l’eccellenza qualitativa dei prodotti italiani attraverso la tracciabilità digitale. Lo strumento scelto è la blockchain — il registro distribuito che rende i dati immutabili e verificabili.

La legge istituisce presso il MIMIT un Catalogo Nazionale delle tecnologie DLT — Distributed Ledger Technology — conformi ai requisiti legali italiani. Solo le tecnologie censite in questo catalogo possono essere utilizzate per ottenere i benefici previsti dalla norma, inclusi i contrassegni ufficiali del Made in Italy.

Un punto importante: l’Articolo 47 è una norma programmatica, non precettiva. L’adesione è volontaria. Non ci sono obblighi né sanzioni per chi non utilizza questi sistemi. Ma chi li adotta ottiene vantaggi concreti — contrassegni ufficiali, accesso ai finanziamenti, visibilità istituzionale.

Il Catalogo Nazionale MIMIT — cos’è e perché conta

Il Catalogo Nazionale è lo strumento operativo della legge. Censisce le tecnologie blockchain che rispettano la definizione italiana di registri distribuiti — quella contenuta nell’Articolo 8-ter del Decreto Legge 135/2018 — e che sono interoperabili con l’infrastruttura europea EBSI, la European Blockchain Services Infrastructure.

Per un’azienda agroalimentare, questo significa che non basta usare “una blockchain qualsiasi”. Bisogna usare una tecnologia censita nel catalogo, con requisiti tecnici verificati e valore legale riconosciuto. Le piattaforme come IBM Food Trust o l’italiana Trusty, già citate in altri articoli, rientrano in questa categoria.

Il contrassegno ufficiale Made in Italy

L’Articolo 41 della stessa legge introduce un contrassegno ufficiale per i prodotti la cui intera filiera si è svolta sul territorio nazionale. L’Articolo 47 crea il collegamento tra questo contrassegno e la blockchain: le aziende che utilizzano sistemi di tracciabilità certificati possono richiedere il contrassegno, trasformando la tecnologia in uno strumento di marketing internazionale verificabile.

Per un produttore di olio toscano DOP che vende a Tokyo, questo contrassegno — supportato da dati immutabili sulla blockchain — è la risposta più potente al problema dell’Italian Sounding.

Come accedere ai finanziamenti

I 30 milioni di euro complessivi stanziati dalla legge (4 nel 2023 e 26 nel 2024) non sono un bando diretto a cui le imprese fanno domanda. Sono risorse che il MIMIT utilizza per finanziare ricerca applicata, sviluppo di piattaforme, e iniziative come il Progetto TrackIT dell’Agenzia ICE.

Per le piccole imprese agroalimentari, il percorso più diretto per accedere all’ecosistema finanziato da questa legge è il Progetto TrackIT — il servizio gratuito dell’Agenzia ICE che abbiamo descritto nell’articolo precedente. In alternativa, il PNRR e i fondi PAC 2023-2027 contengono linee di finanziamento specifiche per l’Agricoltura 4.0 che includono la blockchain.

📚 Fonti: MIMIT — mimit.gov.it | Legge 206/2023 — normattiva.it | Agenzia ICE — ice.it | EBSI — ec.europa.eu/digital-building-blocks

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Categoria: Innovazione


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❓ Domande frequenti

Cosa prevede l’Articolo 47 della Legge Made in Italy?

Promuove l’uso della blockchain per la tracciabilità delle filiere produttive italiane, istituisce il Catalogo Nazionale delle tecnologie DLT conformi ai requisiti legali, e ha stanziato 4 milioni di euro per il 2023 e 26 milioni per il 2024 gestiti dal MIMIT. L’adesione è volontaria — non ci sono obblighi, ma chi adotta sistemi certificati accede a contrassegni ufficiali e visibilità istituzionale.

Come funziona il Catalogo Nazionale MIMIT per la blockchain?

Censisce le tecnologie blockchain conformi alla definizione italiana di registri distribuiti e interoperabili con l’infrastruttura europea EBSI. Solo le tecnologie censite hanno valore legale riconosciuto per ottenere i benefici della legge. I dettagli tecnici saranno definiti da un decreto del MIMIT sentita l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Un piccolo produttore agroalimentare può accedere ai 26 milioni di euro?

Non direttamente come bando. I fondi vengono utilizzati dal MIMIT per finanziare ricerca, piattaforme e iniziative come TrackIT ICE. Il percorso più pratico per un piccolo produttore è aderire al Progetto TrackIT — gratuito e chiavi in mano — o esplorare i finanziamenti PNRR e PAC 2023-2027 per l’Agricoltura 4.0.

Cosa è il contrassegno ufficiale Made in Italy e come si ottiene?

È un marchio istituito dall’Articolo 41 della Legge 206/2023 che certifica che l’intera filiera del prodotto si è svolta sul territorio nazionale. Le aziende che utilizzano sistemi di tracciabilità blockchain certificati nel Catalogo MIMIT possono richiederlo. Trasforma la tracciabilità da costo operativo a strumento di marketing internazionale verificabile.

Questa legge è collegata al regolamento europeo MiCA?

Sono due norme complementari con obiettivi diversi. La Legge Made in Italy Art. 47 promuove la tracciabilità della filiera produttiva italiana. Il MiCA regola l’emissione e lo scambio di cripto-attività, inclusi i token agricoli. Insieme costruiscono il quadro normativo completo per la tokenizzazione dei prodotti d’eccellenza italiani — dalla produzione certificata all’investimento finanziario regolamentato.

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